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Crisi elettrica e futuro incerto: la sfida di Ford in Europa
Secondo quanto dichiarato da Benjamin Gruschka, presidente del consiglio di fabbrica, l’obiettivo è quello di evitare licenziamenti forzati, proteggendo chi resta e garantendo sostegni concreti a chi decide di lasciare. Nonostante l’incertezza sul futuro della produzione, IG Metall ha accolto positivamente l’intesa, definendola una “rete di sicurezza” per i dipendenti. I 2.900 tagli già annunciati nel 2024 saranno così gestiti senza impatti traumatici, mentre si lavora a nuove soluzioni per mantenere viva la competitività.
La transizione verso l’elettrico, finora poco remunerativa, ha messo sicuramente in difficoltà la casa americana. Dopo aver investito 2 miliardi di dollari per trasformare l’impianto di Colonia, Ford ha chiesto al governo tedesco maggiori incentivi e un’infrastruttura di ricarica più estesa. L’azienda continua a produrre nel sito i modelli Explorer e Capri, entrambi costruiti sulla piattaforma MEB del gruppo Volkswagen. I numeri però non sono rassicuranti. Si parla infatti di 15.764 unità vendute per Explorer nei primi cinque mesi del 2025, mentre Capri si ferma a poco più di 5.000.
L’accordo siglato a Colonia include anche la possibilità di trasferimenti interni tra stabilimenti. I lavoratori interessati dai tagli potranno sostituire colleghi che lasciano volontariamente altri impianti. La proposta è ora in attesa di approvazione attraverso un voto interno. Intanto, la chiusura prevista per lo stabilimento di Saarlouis è un ulteriore allarme sul difficile periodo che sta vivendo il settore automobilistico in Germania, un tempo simbolo di eccellenza industriale. Le scelte di oggi plasmeranno il futuro dell’occupazione e della mobilità europea.










