Mentre in tanti danno per spacciato il supporto fisico, soprattutto dopo la mossa di Sony sui videogiochi PlayStation che ha fatto storcere il naso a molti, arrivano i Folio Disc a rimescolare le carte. Sono dischi ottici capaci di contenere fino a 1 TB di dati, e potrebbero rappresentare il prossimo grande salto nell’archiviazione, anche per chi non lavora nei data center. A svilupparli è la startup americana Folio Photonics, che si presenta come l’erede diretta di CD, DVD e Blu-Ray.
L’aspetto è quello di sempre. Prendere in mano un Folio Disc equivale, più o meno, a maneggiare un normalissimo disco ottico visto negli ultimi vent’anni. Cambia tutto, però, quando si guarda alla capacità. I migliori Blu-Ray a triplo strato oggi arrivano a 100 GB, mentre qui si parla di dieci volte tanto. Il trucco sta in una tecnica che consente di moltiplicare il numero di strati di dati scrivibili su un singolo disco, ottenendo quel salto di capacità che finora sembrava fuori portata.
Solitamente, quando spuntano fuori tecnologie di storage con numeri così clamorosi, il finale è sempre lo stesso. Concept, prototipi da laboratorio, promesse che si perdono nel nulla nel giro di qualche anno. Con Folio la storia sembra diversa. L’azienda sostiene di essere ormai a un passo dalla commercializzazione delle prime unità e dei relativi lettori, con una disponibilità attesa già nel corso dell’anno. Restano affermazioni da verificare, chiaro, ma il tono è insolitamente concreto.
Costi bassi e una durata dichiarata di 100 anni
C’è un altro dettaglio che fa alzare il sopracciglio, ed è il prezzo. A poca distanza dal lancio, il costo di archiviazione su Folio Disc potrebbe scendere ad appena EUR 3 per terabyte, l’equivalente di circa 3 euro. Una cifra che oggi risulta praticamente irraggiungibile con qualsiasi soluzione, sia ottica sia a stato solido, tanto più in un momento complicato come questo, con la crisi dei chip di memoria che pesa sui listini.
Al risparmio si aggiungono caratteristiche niente male. La crittografia gestita direttamente a livello hardware, l’accesso casuale ai dati, la resistenza agli agenti esterni, i consumi ridotti e una durata dichiarata che arriva fino a 100 anni. Il punto interrogativo grosso, per ora, riguarda le velocità di lettura e scrittura, sulle quali non ci sono ancora numeri precisi. Ed è solo una delle diverse incognite legate al formato.
Sul fronte consumer i vantaggi si intravedono facilmente. Con un disco così capiente si potrebbero distribuire contenuti in 8K, una risoluzione che finora aveva poco senso pratico ma che, con i televisori sempre più orientati verso i 100 pollici, potrebbe tornare interessante nei prossimi anni. E anche mettendo da parte l’8K, su un solo Folio Disc entrerebbe un’intera stagione di una serie in qualità 4K, con tanto di extra e materiali bonus.


