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Fitbit, il conteggio calorie con l’AI di Google fa disastri

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Chi usa un braccialetto Fitbit per tenere sotto controllo quello che finisce nel piatto sta scoprendo che il conteggio delle calorie affidato all’intelligenza artificiale di Google fa acqua da più parti. Le segnalazioni si accumulano da settimane e riguardano la funzione alimentare integrata nella nuova app, quella che avrebbe dovuto semplificare la vita a chi punta a un obiettivo di peso o di forma fisica. Il risultato, per ora, va nella direzione opposta.

Il contesto è quello della riorganizzazione avviata la scorsa primavera, quando Google ha portato sul mercato Fitbit Air, il braccialetto più compatto della gamma, e ha riunito tutti i suoi servizi legati al benessere dentro Google Health, che ha preso il posto della vecchia app Fitbit. Insieme al restyling è arrivato anche un assistente basato sull’AI, incaricato tra le altre cose di stimare l’apporto calorico dei pasti registrati dagli utenti. Sulla carta, un aiuto concreto. Nella pratica, un elenco di grattacapi.

Il diario alimentare che non torna mai

Su Reddit è comparso un thread dal titolo piuttosto eloquente, che descrive il registro alimentare del coach AI come talmente impreciso da risultare quasi pericoloso. Chi lo ha aperto racconta che l’assistente sovrastima con regolarità alcuni alimenti e ne sottostima altri, senza una logica evidente. Il che, quando si parla di calorie, significa costruire un bilancio giornaliero completamente sballato. Non è una voce isolata. Un altro utente ha notato che i propri dati non venivano sempre salvati dallo strumento, definendo l’esperienza una lotta senza fine. C’è chi parla apertamente di rompicapo e chi, stanco di combattere con l’interfaccia, ha iniziato a consigliare alternative ritenute più affidabili. Il tono generale dei commenti oscilla tra la rassegnazione e l’irritazione vera e propria, soprattutto perché il monitoraggio dell’alimentazione era una delle funzioni presentate come fiore all’occhiello del nuovo corso.

Non solo il cibo, i problemi del Coach AI

I malfunzionamenti non si fermano al diario dei pasti. Da quando il Coach AI ha preso in mano la gestione dell’app, gli utenti segnalano sessioni sportive modificate senza alcuna ragione apparente, suggerimenti incoerenti con l’attività svolta e dati importati da strumenti di terze parti che arrivano alterati. Una serie di anomalie che, sommate, hanno finito per erodere la fiducia in uno strumento che dovrebbe basarsi proprio sulla precisione delle misurazioni. Il malcontento è cresciuto abbastanza da arrivare alle orecchie di Google. La reazione, però, ha lasciato parecchi utenti perplessi. Invece di intervenire sull’accuratezza degli algoritmi, l’azienda ha semplicemente introdotto la possibilità di nascondere l’intelligenza artificiale dall’interfaccia. Una toppa, più che una riparazione. Al momento non risultano disponibili soluzioni più solide o aggiornamenti che promettano di sistemare il calcolo delle calorie alla radice.

La questione degli abbonamenti Premium

A rendere la faccenda più spinosa c’è il fatto che una parte del pubblico coinvolto ha pagato per accedere ai servizi avanzati. Chi ha sottoscritto un abbonamento Premium si trova ora con funzioni che non restituiscono numeri attendibili, e la possibilità di disattivare la vista dell’assistente difficilmente basta a compensare la spesa. La percezione diffusa è che il pacchetto sia stato lanciato prima di essere davvero pronto.

Nel frattempo, l’invito che circola tra gli utenti più esperti è di trattare con cautela qualsiasi stima proposta dall’AI di Google Health, in particolare quando si tratta di informazioni collegate alla salute. Finché la precisione non verrà sistemata, il diario alimentare del braccialetto resta uno strumento da verificare a mano, numero per numero.

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