Parlare di Final Fantasy XV a distanza di dieci anni significa aprire uno dei capitoli più discussi nella storia del franchise. Il 29 novembre del 2016 arrivò sul mercato quello che molti considerano ancora oggi uno dei titoli più divisivi mai firmati da Square Enix. Un gioco che nasceva con un nome diverso, portava con sé anni di attese e finì per spaccare in due la comunità dei fan senza mai davvero ricucire quella frattura.
La storia parte da lontano, perché quello che tutti oggi conoscono come Final Fantasy XV era nato inizialmente con un altro titolo, ovvero Final Fantasy Versus XIII. Un progetto ambizioso, annunciato in tempi lontani, che ha attraversato una gestazione lunghissima prima di trasformarsi nel quindicesimo capitolo principale della saga. E già questo, da solo, basterebbe a spiegare perché intorno al gioco si sia creata un’aura particolare, fatta di aspettative altissime e di qualche inevitabile delusione.
Un debutto tra apprezzamenti della critica e fan divisi
Quando finalmente il gioco arrivò sugli scaffali, il debutto avvenne su PlayStation 4 e Xbox One. I riscontri della critica internazionale furono nel complesso positivi, con recensioni che premiarono diversi aspetti dell’opera. Eppure, e qui sta il punto interessante, il consenso della stampa specializzata non bastò a mettere tutti d’accordo. Anzi.
Tra gli appassionati della serie si aprì subito una spaccatura netta. Chi aveva seguito il lungo percorso di sviluppo, chi aveva atteso anni immaginando qualcosa di diverso, si trovò davanti a un prodotto che divideva. Da una parte chi lo difendeva a spada tratta, dall’altra chi lo considerava una grande occasione mancata. E quella divisione, va detto, non si è mai davvero sanata con il passare del tempo.
Il risultato è che ancora oggi, a distanza di un decennio, Final Fantasy XV continua a far discutere. C’è chi lo ricorda come un episodio controverso e nulla più, e chi invece ritiene che avrebbe meritato ben altra fortuna. Due letture opposte per uno stesso gioco, come capita solo con le opere capaci di lasciare il segno, nel bene e nel male.


