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Final Fantasy 7 Revelation, una funzione fa infuriare i fan

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Durante l’ultimo State of Play di PlayStation, Square Enix ha mostrato Final Fantasy 7 Revelation in azione come non era mai successo prima, confermando l’uscita ad aprile e la presenza di DLC narrativi dopo il lancio. Eppure, tra tutte le informazioni messe sul tavolo, quella che ha monopolizzato la discussione online è stata una funzione all’apparenza innocua: le cutscene si possono mandare avanti veloci. Tutto qui. La polemica è nata da lì.

Chi frequenta le community JRPG sa bene quanto sia facile che un dettaglio opzionale diventi una questione di principio. In questo caso è bastato un post su Twitter con la sentenza “i videogiochi sono davvero morti” per raccogliere 1,7 mila like e una lunga scia di commenti in gran parte d’accordo. Tra le risposte più condivise, quella di chi ironizza sul fatto che sia stata creata “una modalità per chi guarda i video di YouTube a 2X”.

Perché una funzione opzionale ha acceso tanto malumore

Il punto, a voler essere onesti, non è tanto l’esistenza della funzione quanto il modo in cui è stata presentata. Square Enix ha dedicato uno spazio specifico del filmato promozionale al tasto per accelerare i dialoghi, e vedere quella scelta messa in vetrina in un trailer importante ha stonato per parecchi spettatori. Sotto un certo punto di vista si tratta anche di una piccola mancanza di rispetto verso chi ha scritto la sceneggiatura di Revelation, dato che al centro dell’attenzione finisce la possibilità di saltare il lavoro degli autori invece del lavoro stesso.

Va però ricordato un dettaglio che nel dibattito è passato in secondo piano: la stessa opzione era già presente in Final Fantasy 7 Remake e in Final Fantasy 7 Rebirth. Non è una novità assoluta introdotta per l’occasione, ma una funzione che accompagna la trilogia da anni senza aver mai provocato reazioni di questo tipo. Sul piano pratico, poi, si tratta di qualcosa di molto simile ai dialoghi scritti che si possono far scorrere più rapidamente, una possibilità presente nei videogiochi praticamente da sempre.

Le reazioni degli addetti ai lavori e i dettagli sull’uscita

Il coro di critiche non si è fermato ai profili anonimi. Brendon Bigley, conduttore del podcast Into the Aether, ha scritto su Bluesky di essere entusiasta del gioco ma di considerare quella funzione “una ammissione di sconfitta”. Sulla stessa linea Eric Van Allen, video editor di Game Informer, che ha commentato con una punta di rassegnazione: “okay, scusate, ma la mania di guardare tutto a 1,5X è andata troppo oltre se ora applichiamo la velocità di riproduzione anche ai dialoghi dei videogiochi”.

Chiaramente ognuno resta libero di avere una posizione tutta sua su una questione del genere, e c’è anche chi trova francamente fastidioso il contrario, cioè quando i dialoghi non si possono accelerare in alcun modo. Non tutti hanno lo stesso tempo da dedicare a un JRPG che, per tradizione, di cutscene ne mette in fila parecchie.

Al di là della discussione sulla velocità di riproduzione, dallo State of Play sono arrivate anche informazioni più concrete sul lancio. L’edizione fisica di Final Fantasy 7 Revelation arriverà su “un disco”, formula che però nasconde un’insidia ormai piuttosto comune: prima di poter giocare sarà necessario un download obbligatorio. Un dettaglio che, in altri momenti, avrebbe probabilmente occupato molto più spazio nelle conversazioni rispetto al pulsante per accelerare i filmati. Restano confermati l’arrivo ad aprile e il supporto post lancio con contenuti narrativi aggiuntivi, due elementi che completano il quadro di quello che Square Enix ha voluto raccontare del capitolo conclusivo della sua rilettura di Final Fantasy 7.

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