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Il gruppo di hacker noto come ShinyHunters sostiene di aver sottratto i dati personali di migliaia di dipendenti attuali ed ex del Bureau, e l’FBI ha aperto un’indagine per capire se la rivendicazione sia autentica oppure una montatura. Il punto di partenza sarebbe una falla mai documentata prima, individuata sul sito dedicato alle assunzioni dell’agenzia. Martedì il portale FBIJobs.gov è finito offline e sulla homepage è comparso un banner con una scritta inequivocabile: “THIS SITE HAS BEEN SEIZED BY SHINYHUNTERS”, ovvero questo sito è stato sequestrato da ShinyHunters.
I numeri che circolano sono consistenti. Il gruppo parla di due o tre terabyte di materiale portato via, e finora nulla è stato pubblicato. Nel bottino ci sarebbero nomi di agenti in servizio e non più in servizio, oltre a quelli dei candidati, con indirizzi di casa, numeri di telefono, nomi dei coniugi, alcune informazioni mediche e altri dati. Un campione mostrato avrebbe incluso anche indicazioni delicate sull’ambito professionale del personale, per esempio attività di controspionaggio legate a Cina, Russia e Iran, oppure il lavoro contro le gang di strada. Materiale che, se finisse in rete, potrebbe essere usato per ritorsioni dirette contro gli agenti.
Nessun riscatto, ma una richiesta precisa
La parte più insolita di tutta la vicenda riguarda il movente. ShinyHunters ha ribadito di non voler estorcere denaro all’FBI e di non cercare alcun riscatto. L’obiettivo dichiarato sarebbe un altro: costringere l’agenzia a rimuovere o correggere un avviso pubblicato a maggio, un documento che secondo il gruppo diffonderebbe “disinformazione nel tentativo di disturbare” le loro operazioni.
In un messaggio pubblicato sul dark web, gli hacker si sono detti “gravemente offesi” dall’accusa di usare talvolta “affermazioni esagerate” per spremere pagamenti dalle vittime. La replica è secca: “Desideriamo affermare in modo inequivocabile che le nostre minacce e le nostre rivendicazioni sono reali. Non esagerate e mai un bluff”. Altro punto contestato, l’accusa di organizzare attacchi di swatting contro dipendenti aziendali e di ricorrere a minacce di sextortion. Cose che, sostengono, non accadono mai.
La richiesta è stata indirizzata direttamente al direttore dell’FBI Kash Patel e al vicedirettore della Cyber Division, Brett Leatherman: una settimana di tempo per adeguarsi, altrimenti il rischio è la diffusione dei dati sensibili del personale.
Il sospetto su una falla in Oracle PeopleSoft
Su come sia avvenuta materialmente l’intrusione si sa poco. ShinyHunters ha parlato soltanto di aver “trasformato in arma” un zero day, cioè un bug informatico mai scoperto prima, all’interno del software Oracle PeopleSoft, applicativo usato da molte aziende per la gestione delle risorse umane e dell’amministrazione finanziaria. Oracle per ora non ha commentato la questione, mentre il gruppo ha fatto sapere di voler continuare a sfruttare quella vulnerabilità per le “normali operazioni” delle proprie attività.
L’FBI non ha confermato che la violazione sia avvenuta davvero, ma sta verificando. In un messaggio su X l’agenzia ha spiegato che “il punto di violazione è ancora indeterminato, se si tratti di una terza parte o dell’infrastruttura dell’FBI”. Finché non ci saranno elementi più solidi, ha aggiunto, le indagini proseguiranno “in modo attivo e aggressivo”, in collaborazione con i fornitori esterni che supportano il sito delle assunzioni, con l’obiettivo di ridurre ogni rischio. Mercoledì il portale risultava ancora irraggiungibile. Fonti interne all’agenzia riferiscono che tutto il personale ha ricevuto una mail con l’invito ad adottare misure di protezione personale mentre l’indagine va avanti.
Cosa succederà allo scadere dell’ultimatum non è chiaro. Il gruppo non lo ha specificato, ma secondo diversi esperti di cybersicurezza lo scenario più probabile è la pubblicazione online dell’intero archivio. “Non possiamo commentare su cosa faremo se l’FBI non aderirà alla nostra richiesta”, hanno scritto gli hacker in una mail, ripetendo di non star estorcendo nulla e di non avere motivazioni economiche. “Il nostro intento, obiettivo e movente è unicamente mettere le cose in chiaro”.
Fonte: TecnoAndroid








