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Il bollo auto resta uno dei capitoli più discussi della prossima manovra e il Governo ha ribadito la volontà di rendere strutturale l’eliminazione del pagamento nella forma oggi prevista. A metterlo nero su bianco è stato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, durante il question time alla Camera, con una precisazione che vale più di tante promesse generiche: l’intenzione c’è, ma tempi e modalità dipenderanno dai passaggi della legge di Bilancio. Il punto centrale, e conviene chiarirlo subito, è che non si parla di un’abolizione valida per chiunque abbia un veicolo intestato. Lo stesso Giorgetti ha specificato che l’eliminazione del pagamento è legata a determinati requisiti, senza però scendere nel dettaglio delle condizioni necessarie per rientrare nell’agevolazione. In pratica la platea resta quella già individuata dalla misura attuale, con l’obiettivo di trasformarla da provvedimento a tempo in qualcosa di permanente.
Il nodo delle Regioni e delle coperture
Qui la faccenda si complica, perché il bollo auto non è una tassa statale come tante altre. Le entrate finiscono alle Regioni e rappresentano una fetta non trascurabile dei loro bilanci. Togliere il tributo, anche solo a una parte degli automobilisti, significa aprire un buco che qualcuno dovrà riempire. Giorgetti lo ha detto senza giri di parole: il minor gettito andrà rimpiazzato.
Non è quindi solo un passaggio tecnico da sbrigare in qualche articolo di legge. Per rendere stabile l’abolizione del bollo nelle forme attualmente previste serve una copertura finanziaria adeguata, cioè risorse vere da mettere sul tavolo e da girare alle amministrazioni regionali. Senza quelle risorse, la misura rischia di restare un annuncio destinato a essere rinnovato anno dopo anno, con tutta l’incertezza che ne deriva per chi deve programmare le spese di famiglia.
Il ministro ha collegato la questione all’aggiornamento delle previsioni di finanza pubblica. All’inizio di ottobre, ha spiegato, arriveranno le indicazioni strategiche e politiche del Governo nell’ambito della definizione del quadro tendenziale e programmatico. È in quella fase che dovrebbe emergere come l’esecutivo intende finanziare la misura e inserirla nella legge di Bilancio.
Cosa cambia davvero per gli automobilisti
Per chi possiede un’auto il messaggio da portare a casa è uno solo: l’intenzione dichiarata è rendere permanente l’esenzione nei casi già coperti dalla norma, non estenderla in automatico a tutti i veicoli in circolazione. Chi oggi paga regolarmente, insomma, con ogni probabilità continuerà a pagare.
Vale la pena ricordare che la dichiarazione di Giorgetti ha il peso di un impegno politico, non di una norma già scritta. Modalità, requisiti, platea dei beneficiari e coperture dovranno essere definiti nei provvedimenti successivi, e su ognuno di questi fronti c’è ancora margine di discussione. Parlare di esenzione bollo auto definitiva per l’intera platea degli automobilisti italiani, allo stato attuale, sarebbe un salto in avanti che i fatti non autorizzano.
C’è poi un aspetto pratico da non sottovalutare. Chi rientra nelle categorie già interessate dall’agevolazione ha tutto l’interesse a seguire l’evoluzione della norma, perché la differenza tra una misura temporanea e una strutturale si misura in certezza: sapere che il prossimo anno non arriverà alcun avviso di pagamento cambia la prospettiva rispetto a una proroga concessa di volta in volta. Il calendario, in ogni caso, è tracciato. La partita si giocherà tra il quadro programmatico di finanza pubblica atteso a inizio ottobre e la successiva discussione parlamentare sulla manovra, dove il pagamento del bollo e le compensazioni alle Regioni saranno tra i temi destinati a occupare parecchio spazio nel dibattito. Le indicazioni definitive sull’impianto della misura arriveranno con la presentazione del quadro programmatico da parte del Governo.
Fonte: TecnoAndroid








