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Fable, il director spiega il cambio di volto dell’eroina

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Il cambio di look dell’eroina di Fable ha fatto discutere per mesi, e ora il team di Playground Games ha spiegato come sono andate davvero le cose. Nessuna marcia indietro dettata dalle polemiche, nessuna correzione di rotta imposta dall’esterno. La versione ufficiale è molto più semplice, quasi banale: il volto mostrato nei filmati cambia perché cambiare volto, in questo gioco, si può eccome.

Chi ha seguito la vicenda ricorderà bene il clima. Alla presentazione del progetto, la protagonista scelta per il reveal era finita nel mirino di una parte del pubblico, colpevole secondo alcuni di non essere abbastanza attraente. Un dibattito che si è trascinato a lungo, con toni spesso poco piacevoli, e che sembrava aver trovato una conferma quando nei materiali successivi l’aspetto del personaggio è apparso diverso. Da lì il classico corto circuito: hanno ceduto alle critiche. Solo che, a sentire chi il gioco lo sta costruendo, la spiegazione è un’altra.

Le parole del director di Fable

A chiarire il punto è stato Ralph Fulton, director del progetto, che ha ricostruito la sequenza degli annunci. “All’inizio di quest’anno, abbiamo ovviamente svelato di avere la possibilità di personalizzare il personaggio nel nostro gioco”, ha raccontato. “Non è una cosa rivoluzionaria per un GDR, ma c’era comunque qualche speculazione sul fatto che non l’avessimo, ed eravamo felici di rivelare che sì, ce l’abbiamo.”

Il passaggio successivo spiega tutto il resto. La personalizzazione del personaggio esiste, funziona, e quindi il team ha iniziato a mostrarne i frutti a rotazione, cambiando volto di volta in volta a seconda del materiale promozionale. “Da quel momento, nei materiali che abbiamo pubblicato, il nostro showcase trailer, il video di gameplay dal vivo diffuso a giugno e i contenuti presenti qui alla Gamescom 2026, siamo stati felici di iniziare a mostrare alcuni dei personaggi che è possibile selezionare e personalizzare usando quel sistema.”

E l’eroina che si vede nella demo attuale? Una fra tante. “La ragazza che vedete nella demo che stiamo mostrando oggi è solo un altro dei personaggi che si possono selezionare e personalizzare nel gioco. E sapete cosa? Piace alla gente, ne sono felicissimo”, ha aggiunto Fulton, senza nascondere una certa soddisfazione per l’accoglienza ricevuta.

Cosa si è visto alla Gamescom 2026

La Gamescom 2026 è stata l’occasione per rimettere le mani sul gioco, in particolare sul sistema di combattimento, che è stato provato direttamente sul campo. Il ritorno della serie di Albion resta uno dei progetti più osservati del catalogo Xbox, anche perché arriva dopo un’attesa che si è allungata parecchio rispetto ai piani iniziali.

Sul fronte delle tempistiche, il rinvio al 2027 non sembra essere stato vissuto come un dramma interno. Anzi, lo stesso Fulton si è detto contento dello slittamento, che permetterà al gioco di evitare il confronto diretto con GTA 6, un’uscita capace da sola di ridisegnare l’intero calendario del settore. Non è un dettaglio secondario: trovarsi a competere per l’attenzione dei giocatori nello stesso periodo di un colosso simile è una prospettiva che nessuno, dalle parti di uno studio che lavora su un ritorno tanto atteso, affronterebbe a cuor leggero.

Quello che emerge da questa vicenda è un piccolo cortocircuito comunicativo, di quelli che capitano spesso quando un’anteprima viene letta come una dichiarazione definitiva. Il primo volto mostrato era un volto tra i tanti, non il volto. Solo che, mancando all’epoca la conferma esplicita dell’editor, il pubblico ha riempito lo spazio vuoto con le proprie interpretazioni. Il resto lo hanno fatto i social.

Fable continua quindi il suo percorso verso il debutto, con un sistema di creazione del personaggio che il team considera ormai uno standard per un gioco di ruolo e che, a giudicare dalle reazioni raccolte in fiera, sta funzionando come biglietto da visita. Il combattimento provato a Colonia e i personaggi mostrati a rotazione nei vari trailer sono, per ora, i tasselli concreti su cui si sta costruendo l’attesa.

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