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Bastardi senza gloria, la scena che vale il film su Prime Video

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Su Prime Video c’è ancora Bastardi senza gloria, e con esso una delle sequenze d’apertura più celebrate della storia del cinema: venti minuti in cui Quentin Tarantino tiene il pubblico appeso a un filo, senza sparare un colpo per quasi tutta la durata della scena. Diciassette anni dopo l’uscita, quel prologo resta il biglietto da visita del film e, secondo molti, il momento più alto della carriera del regista americano.

La scena racconta il primo incontro tra due personaggi destinati a inseguirsi per tutta la pellicola: Shosanna Dreyfus, interpretata da Mélanie Laurent, e il colonnello Hans Landa, a cui Christoph Waltz presta un sorriso che gela il sangue. Tutto nasce da una conversazione. Nessuna esplosione, nessun inseguimento, solo parole. E funziona meglio di qualsiasi sparatoria.

Dalla campagna francese all’incubo, in pochi piani

L’inizio è quasi pastorale. Un paesaggio della campagna francese, un uomo che spacca la legna, una donna che stende il bucato. Poi la scritta che fissa l’anno: 1941. La calma si incrina quando all’orizzonte compare un’auto dell’esercito tedesco. L’uomo ordina alle figlie di rientrare e chiudere la porta. In una manciata di inquadrature il tono passa dalla quiete alla tensione più assoluta, e non torna più indietro.

Hans Landa si presenta a Perrier LaPadite, il padrone di casa interpretato da Denis Ménochet. I modi sono impeccabili, cordiali, quasi affettuosi. Ed è proprio questo il punto: si capisce che qualcosa sta per saltare in aria, ma non si sa quando. Nel corso del dialogo emerge il segreto della famiglia LaPadite, tra le cui figlie compare anche Léa Seydoux: sotto il pavimento della casa si nascondono alcuni ebrei. Se Landa lo scopre, per tutti è finita.

Tarantino gioca a carte scoperte con lo spettatore. Con un piano verticale che scende verso il suolo mostra le persone rannicchiate sotto le tavole di legno, immobili, con il respiro trattenuto. Shosanna è una di loro, l’unica che riuscirà a sfuggire al massacro imminente. Il pubblico sa più dei personaggi, e proprio per questo non riesce a staccarsi dalla poltrona. Venti minuti di interrogatorio mascherato da chiacchierata, con il tedesco che lascia intravedere, sotto la vernice della gentilezza, una freddezza manipolatrice e crudele.

Un successo che Tarantino chiama la sua opera maestra

Bastardi senza gloria è una commedia nera di guerra ambientata durante la Seconda guerra mondiale, con Brad Pitt in testa al cast e una trama che segue un gruppo di personaggi impegnati nella missione di uccidere Hitler. Il film è arrivato nelle sale il 21 agosto 2009 e dura due ore e trentatré minuti.

Sul piano dei numeri il risultato è stato solido: circa 295 milioni di euro incassati nel mondo contro un budget di circa 65 milioni di euro. La critica specializzata lo premia con un 89% su Rotten Tomatoes, mentre le medie dei voti raccolte tra stampa e utenti restano altissime, rispettivamente 4,5 e 4,4. Lo stesso Tarantino, del resto, non si è mai nascosto: ha definito questo film la sua “opera maestra”. E una delle ragioni per cui quella definizione sta in piedi è esattamente la scena iniziale.

Alla notte degli Oscar il film si presentò con otto candidature, comprese quelle per miglior film e miglior regia. Ne portò a casa una sola, ma pesantissima: Christoph Waltz vinse la statuetta come miglior attore non protagonista proprio per Hans Landa, trasformando l’ufficiale tedesco in una figura entrata nell’immaginario collettivo. Un premio che, di fatto, nasce lì, in quella fattoria francese, davanti a un bicchiere di latte e a una pipa.

Per chi volesse rivederlo, o affrontarlo per la prima volta, Bastardi senza gloria è disponibile nel catalogo di Prime Video per gli abbonati alla piattaforma.

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