Escort Advisor è finito nel mirino dell’Agcom, che ne ha ordinato il blocco per tutti gli utenti italiani. Il motivo lo ha spiegato la stessa Autorità: il portale metteva a disposizione immagini e video sessualmente espliciti senza un sistema davvero capace di controllare che chi navigava fosse maggiorenne. Un problema tutt’altro che secondario, visto che al centro della questione c’è proprio la tutela dei minori.
Il provvedimento porta la data del 7 luglio 2026 e prevede che gli operatori italiani procedano al blocco DNS entro due giorni dalla notifica. Chi proverà ad aprire il sito, quindi, si ritroverà davanti una pagina informativa dell’Autorità invece dei contenuti cercati. Si tratta del terzo intervento di questo tipo applicando l’articolo 13-bis del Decreto Caivano, la norma che obbliga i siti e le piattaforme con materiale pornografico a dotarsi di strumenti di verifica dell’età. Strumenti che devono rispettare le regole tecniche fissate da Agcom nel 2025.
Perché il semplice clic non basta più
Il punto debole di Escort Advisor stava proprio nel metodo usato per filtrare gli accessi. Il sito si limitava a mostrare un avviso sui contenuti per adulti e a chiedere una conferma con un clic. Per l’Autorità questo è un controllo puramente dichiarativo, che non accerta nulla di concreto sull’età reale di chi entra. Chiunque, insomma, poteva superare quella barriera senza il minimo ostacolo.
A gestire il portale è la società svizzera DonTouch SA, che durante il procedimento aveva provato a difendersi. La linea era chiara: non un sito pornografico, ma un portale di annunci e recensioni. E soprattutto un semplice intermediario, dato che i contenuti venivano caricati da terzi e non prodotti direttamente. Un ragionamento che però non ha retto alla prova dei fatti raccolti da Agcom.
Cosa hanno trovato le verifiche
I controlli hanno restituito un’immagine molto diversa da quella descritta dalla società. Solo nella sezione dedicata a Roma erano presenti 3.724 annunci, di cui 182 collegati a video. Non solo. Il sito offriva filtri per trovare profili con foto “hot”, contenuti erotici riservati agli abbonati Premium, numeri di telefono e pulsanti per mettersi in contatto direttamente via WhatsApp.
Secondo l’Autorità, l’obbligo di verifica dell’età vale anche per le piattaforme che ospitano materiale pubblicato dagli utenti. Nessuna responsabilità editoriale attribuita al gestore, quindi, ma una misura di sicurezza pensata per una cosa sola: tenere lontani i minori.
La società era già stata diffidata l’11 giugno, con venti giorni di tempo per mettersi in regola. Un nuovo accertamento del 2 luglio ha però confermato che i contenuti restavano accessibili senza alcun controllo effettivo. Da qui la decisione. Il blocco resterà attivo fino a quando DonTouch non introdurrà un sistema conforme alle prescrizioni. A quel punto la società dovrà comunicarlo ad Agcom, che potrà poi chiedere agli operatori di ripristinare l’accesso al sito.


