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Meta minimizza, ma WhatsApp finisce nel mirino degli utenti
L’uomo coinvolto, residente a centinaia di chilometri da Smethurst, non ha ricevuto telefonate strane. Ma, il solo fatto che il suo numero sia stato consegnato da un’AI a uno sconosciuto solleva interrogativi seri. Alcuni si domandano infatti che la possibilità di generare numeri personali, potrebbe essere un rischio anche per altre sequenze numeriche, come ad esempio quelle delle proprie carte bancarie. In più ci si chiede se la questione riguarda ogni utente della piattaforma e se l’intelligenza artificiale di WhatsApp stia gestendo con attenzione i dati o ci sono falle nei sistemi di sicurezza.
Meta, la società madre di WhatsApp, ha provato a smorzare i toni. Ha dichiarato che il numero fornito era già pubblico e simile a quello dell’assistenza clienti. Una spiegazione che però non convince del tutto. L’elemento più inquietante resta infatti il comportamento della AI, il quale appare contraddittorio, confuso, incapace di fornire una spiegazione chiara sull’origine del numero.
Insomma, se nemmeno il sistema stesso è in grado di spiegarsi, come possiamo fidarci delle sue risposte?
Secondo Meta, l’intelligenza artificiale di WhatsApp non accede ai numeri con cui ci si registra né alle chat personali. Ad ogni modo però è addestrata su una grande quantità di dati disponibili online, da cui potrebbe attingere anche informazioni sensibili, spesso senza distinguere ciò che è pubblico da ciò che non dovrebbe esserlo. Questo solleva una riflessione importante, nello specifico quanto controllo abbiamo realmente su quello che condividiamo online?










