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Equal Earth: l’ONU cambia il planisfero, solo gli USA dicono no

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Il classico planisfero appeso nelle aule di mezzo mondo ha i giorni contati, almeno nelle intenzioni delle Nazioni Unite: l’Assemblea Generale, riunita al Palazzo di Vetro a New York, ha votato per adottare una mappa che restituisce in modo più fedele le proporzioni reali dei continenti. Centosessantaquattro Paesi a favore, un solo voto contrario, quello degli Stati Uniti, e sei astensioni fra cui Estonia, Georgia, Lituania, Marocco, Serbia e Ucraina. È l’atto conclusivo di una campagna che andava avanti da anni. Il motivo del no americano si intuisce guardando il risultato finale: con la nuova rappresentazione il territorio degli Stati Uniti appare più piccolo rispetto a quello a cui tutti sono abituati. Una questione di immagine, prima ancora che di geografia, difficilmente digeribile per l’amministrazione Trump e per la proiezione di forza che l’America vuole trasmettere anche sulle cartine, come già si era visto nella vicenda del Lago Ontario.

Perché la Groenlandia sembra grande quanto l’Africa

Che una superficie curva schiacciata su un foglio piatto produca distorsioni non è certo una scoperta recente. A metà del Cinquecento il cartografo e geografo fiammingo Gerardo Mercatore si mise a studiare come trasferire il globo terrestre su carta in modo che i naviganti potessero tracciare le rotte marittime con semplici linee rette. Ci riuscì, e la proiezione di Mercatore è rimasta lo standard per secoli. Il prezzo da pagare, però, è pesante: forme e angoli delle masse continentali restano corretti, le dimensioni relative no. Le terre vicine ai poli si gonfiano, quelle vicine all’equatore si rimpiccioliscono. Un po’ come cercare di impacchettare un pallone con un foglio di carta.

Il risultato più celebre di questo effetto ottico è la Groenlandia che appare grande quanto l’Africa, quando in realtà il continente africano è circa 14 volte più esteso. Un dettaglio che generazioni intere hanno assorbito senza pensarci troppo, semplicemente perché era la mappa che si aveva davanti agli occhi ogni giorno.

Equal Earth, la mappa che sostituirà quella di sempre

La nuova proiezione scelta si chiama Equal Earth e, secondo la formula adottata alle Nazioni Unite, offre una rappresentazione più accurata delle dimensioni dei continenti, proponendosi come alternativa per migliorare l’accuratezza delle mappe. Il ministro degli Esteri del Togo, Robert Dussey, ha spiegato all’ONU che le mappe plasmano la comprensione del mondo, guidano l’istruzione, alimentano l’immaginazione e influenzano la percezione collettiva. Curioso che a insistere sia il rappresentante di un Paese lungo 600 chilometri e largo appena 100, quindi tra i meno colpiti dalle sproporzioni della vecchia cartografia. Il Togo sostituirà comunque le mappe scolastiche entro la fine dell’anno, la Francia ha annunciato che seguirà a breve.

Storici e geografi ripetono da tempo che la vecchia proiezione affonda le radici in una visione occidentale del mondo. Alcuni attivisti sono andati oltre, coniando l’espressione colonialismo cartografico e sostenendo che quel modo di disegnare la Terra abbia inciso sulle dinamiche di potere internazionali, ridimensionando la presenza fisica del Sud del mondo.

Va detto che il voto dell’Assemblea Generale non è giuridicamente vincolante per i singoli Stati e che cambiare le cartine, ovviamente, non cambia il mondo. L’atteggiamento della gran parte dei Paesi, in questo periodo peraltro alle prese con discussioni ben più urgenti, è sembrato riassumibile in un piuttosto pragmatico perché no. Per la navigazione marittima e aerea, invece, nulla si muove: l’uso della proiezione di Mercatore resta pienamente idoneo, data la natura e lo scopo per cui quelle mappe erano state costruite.

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