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Eclissi solare 12 agosto 2026: come proteggere occhi e smartphone

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L’eclissi solare del 12 agosto 2026 riporterà in Italia uno spettacolo che mancava dal 1999, e prepararsi per tempo con occhiali e filtri certificati fa la differenza tra godersi l’evento e rischiare danni seri alla vista. Nel nostro Paese la copertura sarà parziale, ma pur sempre notevole: fino al 93% nelle regioni del Nord Ovest, mentre in alcune zone d’Europa come Spagna, Islanda e Groenlandia si arriverà alla totalità. La Luna comincerà a scivolare davanti al Sole nel tardo pomeriggio, poco prima del tramonto, oscurandolo progressivamente.

L’inizio è fissato alle 19:28, il picco massimo alle 20:21 e la conclusione alle 20:40. Attenzione però, perché guardare il Sole a occhio nudo, anche durante un’eclissi parziale, può causare danni permanenti agli occhi. E lo stesso discorso vale per i sensori delle fotocamere degli smartphone.

Perché gli occhiali da sole normali non servono a niente

C’è chi pensa che basti un paio di lenti scure per guardare in alto senza problemi. Sbagliato, e pure parecchio. Gli occhiali da sole tradizionali, anche quelli con protezione UV elevata, lasciano passare ancora troppa luce, all’incirca lo 0,1 fino all’1% della radiazione solare. Gli occhiali certificati per le eclissi, invece, ne bloccano il 99,999%, lasciandone passare appena lo 0,001%.

Il problema è subdolo: la retina non ha recettori del dolore, quindi si può danneggiare la vista senza accorgersi di nulla sul momento. I danni possono comparire ore dopo l’esposizione e risultare irreversibili. Ecco perché serve esclusivamente materiale con certificazione ISO 12312-2:2015, lo standard internazionale che fissa i requisiti di sicurezza per i filtri destinati all’osservazione diretta del Sole. Questi occhiali devono bloccare il 100% delle radiazioni ultraviolette e infrarosse, ridurre la luce visibile a livelli sicuri con densità ottica 5.0 e riportare la marcatura CE come Dispositivo di Protezione Individuale di Categoria II. Sulla confezione vanno cercate sempre le diciture ISO 12312-2:2015 e CE, diffidando di tutto ciò che ne è privo anche se venduto come prodotto per eclissi.

Occhiali e filtri per lo smartphone, cosa comprare davvero

La strada più semplice ed economica sono gli occhialini monouso certificati. Su Amazon si trovano diverse opzioni, compresi kit che includono sia gli occhiali sia i filtri per il telefono. Costano poco, circa 2 o 3 euro a paio, e si trovano in confezioni multiple da 2, 6, 12 pezzi, perfette per un’osservazione di gruppo. Il filtro è fatto di materiale rivestito con due sottili strati di alluminio che sbarrano la strada ai raggi nocivi. Un consiglio prima dell’uso: controllare sempre che le lenti non abbiano graffi, fori o segni di usura, perché un filtro danneggiato non protegge più e va buttato.

Discorso analogo per la fotocamera. Puntare l’obiettivo dello smartphone verso il Sole, anche per pochi secondi, espone il sensore a una dose di radiazioni capace di rovinarlo per sempre. Non è colpa dell’eclissi, il Sole fa lo stesso danno in qualsiasi giornata limpida. Servono quindi filtri solari dedicati, che si trovano in due forme: i kit misti con occhialini e filtri da applicare a mano sull’obiettivo, oppure i filtri a clip che si agganciano direttamente al telefono e sono più comodi da gestire.

I rimedi fai da te da evitare e i consigli per l’osservazione

In rete girano un sacco di trucchi casalinghi: carta stagnola, pellicole fotografiche oscurate, vetri affumicati, radiografie, CD, occhiali da saldatore non certificati. Nessuno di questi funziona. La carta stagnola riflette la luce visibile ma non ferma UV e infrarossi. Le pellicole fotografiche non sono pensate per filtrare la radiazione solare e possono avere imperfezioni. I vetri affumicati hanno una densità irregolare. Le radiografie lasciano passare troppo l’infrarosso. Gli occhiali da saldatore vanno bene solo se certificati con grado di oscuramento 14 o superiore, cosa rara da trovare. Il rischio grosso di questi metodi è la falsa sensazione di sicurezza: abbassano la luminosità percepita ma continuano a esporre gli occhi a radiazioni invisibili.

Qualche accortezza pratica per il 12 agosto. Comprare i filtri in anticipo, prima che i prodotti certificati vadano esauriti o vengano rimpiazzati da imitazioni. Verificare sempre le certificazioni sulla confezione. Cercare una posizione con orizzonte libero, visto che l’eclissi arriverà al tramonto con il Sole basso, quindi meglio individuare per tempo un punto panoramico. Tenere gli occhiali indossati dall’inizio alla fine, anche quando il Sole sembra meno intenso. Mai guardare dentro binocoli o telescopi senza filtri solari montati sull’obiettivo. E occhio ai bambini, che vanno seguiti perché usino gli occhiali nel modo giusto.

L’investimento resta minimo, pochi euro, ma la protezione è tutto: i danni alla vista da osservazione diretta del Sole sono permanenti. Con gli strumenti certificati l’eclissi del 12 agosto 2026 diventa uno spettacolo da vivere in tutta tranquillità, con tanto di fotografie senza rovinare né gli occhi né il telefono.

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