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Droni ucraini annientano una brigata corazzata USA in Germania

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Un’esercitazione militare della NATO in Germania ha regalato all’esercito statunitense una lezione che difficilmente verrà dimenticata. I droni ucraini hanno annientato un’intera brigata di carri armati e mezzi corazzati americani, con una facilità tale da costringere gli organizzatori a “far rinascere” i veicoli distrutti per non interrompere lo scenario. Un dettaglio che suona quasi videoludico, ma che racconta bene quanto sia cambiato il campo di battaglia.

L’esercitazione si chiama Combined Resolve, si tiene due volte l’anno e quest’anno si è svolta dal 9 aprile al 10 maggio. I militari coinvolti appartenevano alla 3ª Brigata Corazzata della 1ª Divisione di Cavalleria, in rotazione da Fort Hood, in Texas, un’unità abituata a muoversi con carri M1A2 e veicoli da combattimento di fanteria Bradley. Gli operatori ucraini, dal canto loro, non hanno avuto grandi difficoltà a individuare i mezzi corazzati e a simulare sia il rilascio di ordigni dall’alto sia l’avvicinamento tipico di un attacco kamikaze.

Droni ucraini: quando i mezzi corazzati vengono “respawnati”

Il ritmo delle perdite è stato talmente rapido che i veicoli americani venivano rimessi in gioco più volte, praticamente come accade in un videogioco. Un soldato statunitense, in un video promozionale dell’esercitazione, lo ha spiegato senza giri di parole. L’uso dei droni insieme alle unità dell’Army tiene tutti sul chi vive, perché non esiste più un punto sicuro né un momento sicuro.

Ripetendo lo scenario per due settimane, però, qualcosa si è mosso. Le truppe hanno imparato a disperdersi, a nascondersi meglio e a sfruttare contromisure come la guerra elettronica. Ed è esattamente il motivo per cui l’addestramento è stato pensato in quel modo.

Gli Stati Uniti non sono l’unico esercito ad aver preso appunti. Squadre ucraine hanno partecipato anche ad Aurora 26, esercitazione NATO a guida svedese tenutasi sempre a maggio, dove un assalto meccanizzato simulato con carri e mezzi di fanteria si è concluso con decine di veicoli attaccanti eliminati dai droni. Anche lì i pianificatori hanno dovuto azzerare e ricominciare il gioco di guerra.

I carri armati sono davvero una specie in via d’estinzione

I carri armati avevano fatto la loro comparsa utile negli ultimi anni della Prima guerra mondiale, quando servivano a sfondare linee ormai congelate. Più di un secolo dopo, dall’invasione russa su vasta scala del 2022, il fronte è tornato a somigliare a una guerra di posizione fatta di reti di trincee fortificate. Il motivo è semplice: la letalità della guerra dei droni ha di fatto annullato la possibilità di grandi assalti corazzati.

La cosiddetta kill zone dei droni ha spinto entrambi gli schieramenti a puntare su tattiche di infiltrazione con piccoli gruppi o singoli soldati, a volte in moto, a volte su quad, in certi casi persino a cavallo. Le offensive russe si sono ridotte a operazioni di logoramento sanguinose, missioni quasi suicide che gli stessi russi definiscono “tritacarne”.

I numeri aiutano a capire. Secondo il progetto olandese di intelligence open source Oryx, che conta solo le perdite verificate visivamente, la Russia ha perso oltre 14.000 tra carri e mezzi corazzati di vario tipo. L’Ucraina ne ha persi più di 6.000.

Eppure gli assalti meccanizzati non sono scomparsi del tutto. A maggio di quest’anno le forze ucraine hanno usato mezzi corazzati in contrattacchi limitati che hanno perforato le difese russe, frutto di sperimentazioni con la guerra elettronica e con attacchi mirati contro i piloti di droni avversari. Un risultato notevole, considerato che far sopravvivere veicoli meccanizzati dentro la kill zone russa era giudicato “categoricamente impossibile nel 2025” dall’Institute for the Study of War di Washington. A luglio, invece, sono stati i russi a tentare un assalto meccanizzato con carri e mezzi di fanteria nell’oblast di Donetsk, respinto con la distruzione dell’80 per cento dei veicoli prima ancora che raggiungessero la linea del fronte.

Il Pentagono, intanto, ha chiesto oltre 50 miliardi di euro per l’acquisto di sistemi droni e antidrone nella proposta di bilancio per l’anno fiscale 2027. Una cifra superiore all’intero bilancio militare ucraino. Ma Combined Resolve ha mostrato che senza un cambio nell’addestramento e nelle procedure operative contro i droni a corto raggio, i soldati americani rischiano grosso sui campi di battaglia futuri.

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