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Le nuove fotografie che arrivano dalla Cina hanno riportato al centro dell’attenzione il drone stealth WZ-X, un velivolo senza pilota di grandi dimensioni ripreso questa volta in volo e non fermo su una pista. Pechino continua a non dire nulla di ufficiale, nessuna scheda tecnica, nessun comunicato, nessuna conferma nemmeno sul nome. WZ-X è infatti un soprannome, appiccicato al progetto dagli osservatori che seguono da tempo questo genere di programmi.
Il motivo per cui un mezzo del genere fa notizia sta tutto in un problema che l’aviazione militare si porta dietro da decenni. Entrare in uno spazio aereo coperto da radar e da sistemi antiaerei senza farsi individuare resta una delle operazioni più complicate in assoluto, e mandarci un pilota significa mettere in gioco due cose molto diverse fra loro, un aereo che costa una fortuna e una vita umana. Un grande drone stealth cambia i termini della questione, perché la seconda variabile semplicemente sparisce dall’equazione.
La forma conta più di tutto il resto
L’elemento che salta all’occhio guardando le immagini è la configurazione scelta, quella ad ala volante. Significa che praticamente l’intera struttura del velivolo partecipa a generare portanza, senza la separazione classica fra fusoliera, ali e impennaggi. Non è una scelta estetica, ma una decisione che porta con sé una serie di vantaggi concreti, a partire dallo spazio interno. Senza una fusoliera tradizionale si ricava volume utile per il carburante, quindi per l’autonomia, e per i sensori che un mezzo di questo tipo deve trasportare.
C’è poi il capitolo che interessa di più agli analisti, quello della firma radar. Una coda convenzionale, con i suoi piani verticali, è un elemento che riflette le onde radar e rende il velivolo più facile da individuare. Eliminarla del tutto, come accade su un’ala volante, riduce parecchio quel problema. Nelle nuove immagini si nota anche un bordo posteriore seghettato, un dettaglio che richiama da vicino una soluzione già vista sul bombardiere americano B-2 Spirit, dove le geometrie a zigzag servono proprio a deviare i segnali radar invece di rimandarli indietro verso chi li ha emessi.
Un progetto che resta avvolto nel silenzio
Sul WZ-X le informazioni verificabili si fermano più o meno qui. Non ci sono dati ufficiali su dimensioni, peso, quota operativa, raggio d’azione o tipo di propulsione, e non è chiaro nemmeno a che punto sia lo sviluppo. Le fotografie in volo indicano però che il programma è arrivato a una fase di collaudo reale, e non è poco, considerando che per lungo tempo del velivolo erano circolate soltanto immagini statiche o poco nitide.
Il fatto che si tratti di un mezzo di grandi dimensioni è l’altro elemento che merita attenzione. I droni senza pilota di taglia ridotta hanno compiti limitati e autonomia contenuta, mentre una piattaforma grande apre scenari diversi, dalla ricognizione a lungo raggio in profondità dentro territorio ostile alla possibilità di trasportare carichi utili più consistenti. La combinazione fra taglia, forma stealth e assenza di equipaggio è esattamente ciò che rende questi progetti interessanti per chi li sviluppa e scomodi per chi dovrebbe intercettarli.








