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Dodge Durango, richiamo per 74.578 SUV: lo spoiler può volare via

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Torna sotto i riflettori il caso dello spoiler posteriore di Dodge Durango, protagonista di un nuovo richiamo negli Stati Uniti che riguarda 74.578 esemplari prodotti fra il 2021 e il 2023. Il problema è sempre lo stesso, ed è tutt’altro che rassicurante: l’alettone montato sul tetto può staccarsi mentre il veicolo è in movimento. Stellantis ha messo in campo l’operazione insieme a una seconda campagna, molto più contenuta, che tocca alcune unità di Jeep. In totale si parla di quasi 75.000 vetture coinvolte sul mercato americano.

Secondo la NHTSA, l’agenzia federale che si occupa della sicurezza stradale negli Stati Uniti, lo spoiler posteriore potrebbe non essere allineato correttamente con il tetto. Un difetto apparentemente banale, che però si trasforma in guaio concreto quando si apre e si chiude il portellone: il componente può danneggiarsi e, una volta compromesso, staccarsi durante la marcia. Immaginare cosa significhi per chi viaggia dietro non richiede troppa fantasia.

Tre richiami in cinque anni per lo stesso pezzo

La parte curiosa, se così si può dire, è che non si tratta di una novità. Campagne analoghe erano già state avviate nel 2021 e nel 2023, sempre per lo stesso spoiler posteriore. Evidentemente non è bastato. Nel marzo del 2026 Stellantis ha aperto un’indagine interna dopo aver ricevuto nuove segnalazioni di distacchi avvenuti su vetture che erano già state sistemate nelle tornate precedenti.

I numeri raccolti raccontano una storia lunga anni. Fra il 10 maggio 2022 e il 30 giugno 2026 sono stati registrati 116 reclami in garanzia, otto richieste di assistenza clienti e altri 37 interventi di servizio potenzialmente collegati al difetto. La causa individuata viene descritta come uno spoiler montato troppo a filo con la carrozzeria, condizione che ne favorisce il danneggiamento. La stima interna parla di uno 0,8% dei veicoli richiamati effettivamente interessato dal problema, una percentuale bassa che però su decine di migliaia di unità produce comunque un bel po’ di casi.

Al momento la soluzione definitiva non c’è. Nelle campagne precedenti i concessionari procedevano con un’ispezione e, quando necessario, con la sostituzione del componente. Considerando che quel metodo non ha impedito nuovi distacchi, sembra ragionevole aspettarsi un approccio diverso, anche se per ora nulla è stato comunicato ai proprietari di Durango.

Ottantuno Jeep Grand Cherokee con i tergicristalli fermi

Il secondo richiamo ha dimensioni completamente diverse e riguarda appena 81 esemplari di Jeep Grand Cherokee e Grand Cherokee L dell’anno modello 2026. Qui il difetto non è meccanico ma di software: le vetture sono state assemblate o aggiornate con una versione difettosa del programma che gestisce il body control module, la centralina che coordina diverse funzioni della carrozzeria.

L’effetto è che i tergicristalli possono smettere di funzionare in determinate condizioni. Con il parabrezza bagnato e le lame ferme, la visibilità sparisce nel giro di pochi secondi, motivo per cui anche un numero così piccolo di veicoli giustifica una campagna ufficiale. Jeep si è accorta della cosa a giugno e finora ha ricevuto solo tre segnalazioni dal campo.

Trattandosi di un problema informatico, la riparazione è di quelle rapide: basta che i concessionari carichino l’aggiornamento corretto sulla centralina, senza sostituzioni di componenti né tempi lunghi in officina. Le lettere ai proprietari sono attese all’inizio del mese prossimo. Restano invece in sospeso i possessori dei Dodge Durango del triennio 2021 2023, che dovranno aspettare indicazioni su come verrà affrontato un difetto che il costruttore insegue ormai da cinque anni senza essere riuscito a chiuderlo definitivamente.

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