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Il debutto di DLSS 5 ha finalmente una data precisa: NVIDIA ha confermato che la nuova versione della sua tecnologia di upscaling e rendering assistito dall’intelligenza artificiale arriverà il 4 settembre, alle 6:00 del mattino ora italiana. Il primo gioco a supportarla sarà NBA 2K27, scelta che sulla carta ha senso vista la quantità di superfici, materiali e pelle da mostrare a schermo. La compatibilità riguarda tutte le GPU e i laptop GeForce RTX serie 50, con l’aggiunta di GeForce NOW per chi gioca in streaming. Il salto rispetto al passato non riguarda tanto i frame al secondo quanto quello che si vede a schermo. Le versioni precedenti lavoravano soprattutto su upscaling, generazione dei fotogrammi e ricostruzione del ray tracing, tutte cose pensate per far girare meglio i giochi. Qui invece l’obiettivo dichiarato è un altro, cioè migliorare direttamente la qualità dell’immagine intervenendo sulla resa dei materiali e sull’illuminazione.
Come funziona il 3D Guided Neural Rendering
Il cuore della novità è il 3D Guided Neural Rendering, un modello di intelligenza artificiale che analizza il fotogramma già prodotto dal motore di gioco e lo arricchisce con dettagli che di solito vengono sacrificati per tenere alto il frame rate. NVIDIA insiste su un punto: il modello lavora in modo deterministico, quindi il risultato resta stabile e coerente da un fotogramma all’altro, senza quello sfarfallio che di solito rovina tutto. Detto in parole semplici, l’IA non si inventa contenuti nuovi. Parte dall’immagine reale e ci aggiunge comportamenti della luce più naturali, come la diffusione attraverso la pelle, la trasmissione luminosa nei capelli o nelle foglie degli alberi, oppure ombre di contatto più credibili nei punti in cui due superfici si toccano. Sono dettagli che a occhio nudo si notano poco singolarmente, ma messi insieme cambiano parecchio la percezione complessiva della scena.
C’è poi un aspetto su cui NVIDIA batte molto, ovvero il controllo artistico lasciato agli sviluppatori. Gli strumenti dedicati permettono di decidere con precisione se, dove e quanto l’intelligenza artificiale deve intervenire, regolando l’intensità dei dettagli e della risposta luminosa in base allo stile visivo del gioco. Volendo si possono anche proteggere elementi delicati come i volti dei personaggi, lasciando che il potenziamento agisca solo su ambienti, oggetti o materiali specifici. Una scelta sensata, perché il rischio di stravolgere il design originale di un gioco esiste eccome.
Il prezzo da pagare in termini di prestazioni
Qui arriva la parte meno entusiasmante. DLSS 5 costa parecchio in termini di risorse, e a dirlo è la stessa NVIDIA. Nonostante i progressi degli ultimi mesi, con un incremento di prestazioni pari a 5 volte rispetto a quanto mostrato nella presentazione di marzo, l’impatto sulla GPU resta pesante e in certi scenari può arrivare a incidere tra il 50 e il 60%. Non proprio una cifra trascurabile, soprattutto per chi non ha una scheda di fascia alta sotto la scrivania.
La sensazione è che i mesi successivi al lancio saranno decisivi per limare il modello e abbassare il carico computazionale, così da rendere il neural rendering qualcosa di praticabile anche fuori dalla nicchia degli entusiasti disposti a spendere cifre importanti per la configurazione. Al momento la tecnologia sembra più una dimostrazione di quello che si può fare che uno strumento pronto per tutti.
Nel frattempo la community non è rimasta a guardare. Alcuni modder hanno già attivato DLSS 5 in titoli non ufficialmente supportati, tra cui Control e The Last of Us Parte 2, mostrando in anticipo cosa cambia quando il modello entra in azione su giochi pensati per tecnologie precedenti. Il lancio ufficiale, comunque, resta fissato al 4 settembre con NBA 2K27 come apripista.










