Vai al contenuto
Offerte

Dieci Capodanni, la miniserie di Sorogoyen che anticipa il nuovo film

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Rodrigo Sorogoyen arriva quest’anno con un dramma dal profilo prestigioso, L’essere amato, e la cosa non dovrebbe sorprendere più di tanto chi ha seguito il suo percorso recente. C’è una tendenza abbastanza comune, quando un regista brilla in un genere preciso, a incasellarlo lì dentro e lasciarcelo. Difficile dare torto a chi lo fa, se quel regista continua a colpire nello stesso territorio. Il risultato è che ogni deviazione sembra uno strappo, quando invece spesso è solo la continuazione naturale di qualcosa che era già iniziato.

Nel caso specifico, il passaggio verso il dramma era già stato annunciato con un lavoro televisivo che molti hanno accolto benissimo. Prima di L’essere amato, infatti, uno dei migliori autori spagnoli di thriller aveva già mostrato la voglia di allargare il campo con Dieci Capodanni, miniserie creata insieme a Sara Cano e Paula Fabra, con Sorogoyen alla regia di diversi episodi. Nel cast Iria del Río e Francesco Carril, affiancati da Pablo Gómez Pando. La serie è disponibile in streaming su RaiPlay

Due trentenni, due compleanni agli antipodi

La premessa è semplice e proprio per questo funziona. Ana e Óscar compiono trent’anni in date opposte: lei il giorno di Capodanno, insoddisfatta della propria vita, lui la notte di San Silvestro, con un’esistenza decisamente più assestata. Ana vive in un appartamento condiviso, il lavoro non le piace, cambia amicizie con una certa frequenza. Óscar è un medico appassionato del proprio mestiere, ha amici solidi alle spalle e una relazione che va e viene senza mai chiudersi davvero.

Le loro strade si incrociano proprio nella notte in cui entrambi festeggiano il compleanno, e da lì scatta qualcosa. Un colpo di fulmine che li porta a costruire una storia insieme, seguita poi lungo i dieci anni successivi, tra alti e bassi raccontati senza troppa indulgenza. Ogni episodio compie un salto temporale di dodici mesi, una fotografia annuale che permette di verificare come si sono mossi i personaggi e cosa è rimasto in piedi del loro rapporto.

Dieci tappe per una relazione messa alla prova

L’operazione è ambiziosa e dichiarata: Dieci Capodanni prova a esplorare le difficoltà che attraversano le storie d’amore contemporanee, distribuendo su dieci puntate un discorso che Richard Linklater aveva affidato a tre film. Un modello riconoscibile, insomma, ripreso però con un respiro diverso, più diluito nel tempo e più attento ai piccoli spostamenti che avvengono tra un anno e l’altro.

Il muscolo da thriller resta comunque difficile da mettere a riposo. Qua e là si infila qualche momento di tensione più adrenalinica, quasi un riflesso condizionato, la firma di chi quel linguaggio lo padroneggia da tempo. Ma nel complesso Sorogoyen apre il ventaglio e recupera qualcosa degli inizi della sua carriera, quando le relazioni interpersonali erano già al centro del suo cinema. Un ritorno alle origini che assomiglia molto a una preparazione.

Perché la miniserie, vista adesso, funziona come passaggio necessario verso L’essere amato, il dramma che segna l’uscita dalla zona di comfort del regista. Non tutti hanno trovato pienamente riuscito l’esperimento, va detto, ma la direzione presa resta interessante e coerente con quanto costruito fino a qui.

Condividi:
125 Condivisioni