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Cyberpunk 2077: Phantom Liberty, la Chimera ha richiesto due anni

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La boss fight contro la Chimera in Cyberpunk 2077: Phantom Liberty ha richiesto a CD Projekt circa due anni di lavoro prima di arrivare alla versione che i giocatori conoscono oggi. Chi non ha ancora completato l’espansione farebbe bene a fermarsi qui, perché nelle prossime righe si parla apertamente di uno dei suoi boss. Lo scontro è considerato una delle sequenze più elaborate dell’unico contenuto aggiuntivo mai pubblicato per il gioco, e a svelarne il lungo percorso creativo è stato lo stesso team di sviluppo durante una puntata di AnsweRED, il podcast ufficiale dello studio polacco.

Nel corso della chiacchierata gli sviluppatori hanno spiegato quanto sia stato complicato far combaciare tutti i pezzi necessari per dare vita al combattimento. Non si trattava semplicemente di costruire un nemico enorme da abbattere a colpi di arma da fuoco. Dietro la Chimera c’era l’esigenza di tenere insieme più discipline contemporaneamente, ognuna con le proprie priorità e le proprie esigenze.

Un equilibrio difficile tra gameplay, narrativa e arte

A raccontarlo con maggiore chiarezza è stato Gabe Amatangelo, game director di Phantom Liberty, che ha indicato proprio questo scontro come esempio perfetto di evento capace di richiedere la convergenza di competenze diverse. Nelle sue parole c’erano dentro gameplay, narrativa, arte e costruzione del mondo. L’idea di partenza era piuttosto precisa: il gigantesco carro armato doveva riuscire a terrorizzare i giocatori grazie al suo arsenale, trasmettendo una sensazione di minaccia concreta.

Il problema è che con così tanti elementi da coordinare trovare la giusta misura diventava tutt’altro che semplice. Secondo Amatangelo in certi momenti il combattimento finiva per sbilanciarsi troppo sul lato ludico, in altri sulla componente narrativa, in altri ancora sulla direzione artistica. La soluzione è arrivata con un approccio metodico. I tre responsabili si sono seduti attorno a un tavolo con l’intenzione di analizzare la questione un passo alla volta, fino a trovare il punto di equilibrio tra le diverse anime del progetto.

Quattro versioni e un modello tra i più costosi di sempre

Che il percorso sia stato lungo lo conferma anche Paweł Mielniczuk, art director dell’espansione, secondo cui la fase di iterazione ha richiesto circa due anni solo per far funzionare a dovere la boss fight. Un periodo decisamente ampio per un singolo scontro, durante il quale il carro armato è passato attraverso quattro versioni differenti. Da una revisione all’altra sono cambiati l’equipaggiamento e le armi a disposizione del mezzo, segno di un lavoro di rifinitura continuo e piuttosto meticoloso.

Anche sul fronte tecnico e visivo l’impegno è stato notevole. Il creative director Igor Sarzyński ha descritto la Chimera come uno degli asset artistici più costosi mai realizzati dallo studio, almeno a suo giudizio. Una definizione che rende bene l’idea delle risorse investite nella creazione del modello del carro armato, diventato uno dei momenti più riconoscibili di Cyberpunk 2077 e della sua espansione dedicata a Dogtown.

Il racconto emerso dal podcast offre quindi uno sguardo raro sul dietro le quinte di CD Projekt, mostrando come un singolo combattimento possa assorbire energie paragonabili a quelle di interi segmenti di gioco. Per la Chimera sono serviti due anni di iterazioni, quattro versioni diverse del mezzo e il lavoro congiunto di game director, art director e creative director.

Fonte: TecnoAndroid

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