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Lo spot TV di CoopVoce dedicato all’offerta Turbo 200 è finito nel mirino del Comitato di Controllo dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, che lo ha giudicato ingannevole per un dettaglio tutt’altro che secondario. Nella schermata finale campeggiava la scritta in rosso “Attivazione e primo mese gratuiti”, ma quella gratuità non valeva proprio per chiunque. Da qui l’ingiunzione numero 24/2026, datata 21 luglio e 7 settembre 2026, emessa nei confronti di Coop Italia, che gestisce l’operatore virtuale.
Il Comitato di Controllo è l’organo autodisciplinare che si occupa della tutela del consumatore e può muoversi sia di sua iniziativa sia dopo una segnalazione del pubblico. In questo caso l’attenzione si è concentrata sulla campagna “Meno pensieri, più CoopVoce”, firmata dall’agenzia BBDO Italy e partita il 7 giugno 2026, rilevata anche nel mese di luglio 2026 sulle principali reti televisive e sul canale YouTube dell’operatore.
Cosa non tornava nel messaggio pubblicitario
Il punto contestato riguarda l’attivazione gratuita pubblicizzata senza distinguo. Turbo 200 viene proposta a 7,90 euro al mese, con l’azzeramento dei costi di attivazione riservato però soltanto a chi arriva da un altro operatore mantenendo il proprio numero, quindi con portabilità (MNP), oppure a chi è già cliente CoopVoce e passa a una nuova offerta. Chi invece sceglie di attivare una numerazione nuova deve mettere in conto 10 euro di attivazione. Un particolare che dallo spot non emergeva in alcun modo.
Per il Presidente del Comitato di Controllo si tratta di un messaggio “manifestamente” contrario all’Articolo 2 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, quello che disciplina la comunicazione commerciale ingannevole. La norma chiede alle aziende di evitare qualsiasi dichiarazione o rappresentazione capace di indurre in errore i consumatori, comprese le omissioni, le ambiguità e le esagerazioni che non siano palesemente iperboliche. Il riferimento vale in particolare per caratteristiche ed effetti del prodotto, prezzo, gratuità, condizioni di vendita, diffusione, identità delle persone rappresentate, premi o riconoscimenti.
Il racconto dello spot secondo l’organo IAP
Nella ricostruzione pubblicata sul sito di IAP viene descritta anche la scena. Il filmato si apre con l’urlo del protagonista, che dall’ufficio si ritrova catapultato dentro un tempio orientale, tra costumi locali e un salto che spezza una tavoletta tenuta da quello che sembra un maestro di arti marziali. Nel frattempo ripete come un mantra la formula “Ho un super 5G, un servizio affidabile all’estero come in Italia, una tariffa chiara per sempre. Ah, ho CoopVoce”.
Subito dopo entra la voce fuori campo con lo slogan della campagna: “L’operatore che ti dà di più è quello che ti dà meno pensieri. Attiva Turbo 200. Meno pensieri, più CoopVoce”. Sullo schermo, intanto, scorrono le condizioni dell’offerta: 200 Giga in 5G, minuti illimitati, 1000 SMS a 7,90 euro al mese per sempre, con quel richiamo in rosso alla gratuità che ha fatto scattare la contestazione.
Il vanto di gratuità, secondo il Comitato, risulta fuorviante proprio perché presentato come valido a prescindere dalla situazione del cliente. Chi guardava lo spot non aveva alcun elemento per capire che, chiedendo un numero nuovo, avrebbe pagato comunque i 10 euro previsti.
La correzione arrivata dopo la contestazione
Nelle settimane successive, con ogni probabilità come conseguenza diretta dell’intervento dell’organo di autodisciplina, l’operatore virtuale di Coop Italia ha rivisto lo stesso spot. La parte finale ora è dedicata a Turbo 400 a 9,90 euro al mese, sempre con attivazione e primo mese gratuiti in portabilità, ma la dicitura in rosso è cambiata. Non più il generico “Attivazione e primo mese gratuiti”, bensì “Passa a CoopVoce, attivazione e primo mese gratuiti”, una formula che rimanda in modo esplicito alla necessità di effettuare la portabilità per ottenere la promozione.








