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Le prime conseguenze relative ai dazi dall’America
Uno dei grandi vantaggi per i consumatori statunitensi era la cosiddetta esenzione de minimis. Quest’ultima permetteva l’importazione di beni con un valore inferiore agli 800 dollari. Senza l’applicazione di dazi. Tale meccanismo aveva reso possibile la diffusione su larga scala di prodotti economici. La revoca di tale esenzione, unita all’introduzione di nuovi dazi, rischia di mettere in crisi proprio quel sistema di vendita che ha sostenuto la crescita di aziende come Temu e Shein.
A partire dal 25 aprile, infatti, entrambe le piattaforme hanno annunciato modifiche ai propri listini prezzi destinati al pubblico statunitense. Nonostante non siano ancora stati divulgati i dettagli precisi degli aumenti, è chiaro che tali cambiamenti sono imminenti e inevitabili. Si tratta di una conseguenza diretta del nuovo scenario commerciale imposto dalle politiche statunitensi. Il cui scopo è ridurre la dipendenza dalla produzione cinese. Eppure, tale misura rischia di penalizzare i consumatori a basso reddito.
Tale situazione solleva interrogativi profondi sul futuro del consumismo globale. L’accesso facilitato a beni economici provenienti dalla Cina ha permesso la diffusione di un modello di consumo che ha dominato negli ultimi vent’anni. Ma con la ridefinizione delle regole commerciali e il ritorno a una forma di protezionismo con i dazi, è lecito domandarsi se non ci si stia avviando verso un cambiamento irreversibile.








