Una cometa oscura che si nascondeva praticamente sotto il naso degli astronomi, catalogata per anni come un semplice asteroide, si è rivelata qualcosa di ben più curioso quando è passata a soli 2 milioni di miglia dalla Terra. Il suo nome è 1998 SH2, e la sua storia racconta bene quanto ancora ci sia da capire su questi oggetti che vagano nel Sistema Solare.
La cometa 1998 SH2 che non era dove doveva stare
Il punto di partenza è semplice. Per lungo tempo 1998 SH2 era stato archiviato tra gli asteroidi, uno dei tanti corpi rocciosi che orbitano intorno al Sole senza dare troppo nell’occhio. Nessuno aveva motivo di sospettare qualcosa di diverso. Poi però qualcosa non ha più tornato con i conti.
Gli astronomi hanno notato che l’oggetto non si trovava dove avrebbe dovuto essere secondo i calcoli. Quando si segue la traiettoria di un corpo celeste, ci si aspetta di trovarlo in una posizione precisa, calcolata sulla base della sua orbita. Se invece non è lì, vuol dire che c’è una forza in più che lo sta spingendo. E quella spinta è la firma tipica di una cometa.
La firma nascosta delle comete oscure
Le comete oscure sono oggetti particolari proprio per questo motivo. A differenza delle comete classiche, non mostrano quella coda luminosa che siamo abituati a vedere nelle immagini più spettacolari. Sembrano asteroidi a tutti gli effetti, silenziosi e senza fronzoli. Ma sotto quella superficie apparentemente inerte c’è qualcosa che si muove.
Quando il ghiaccio contenuto in questi corpi si scalda avvicinandosi al Sole, rilascia gas. Ed è proprio quel rilascio che genera una piccola spinta, una sorta di micro propulsione naturale che modifica leggermente la traiettoria. È un effetto minuscolo, quasi impercettibile, ma sufficiente a spostare l’oggetto rispetto alla posizione prevista. Ed è esattamente ciò che ha tradito 1998 SH2.
Il passaggio ravvicinato, a 2 milioni di miglia dalla Terra, ha offerto l’occasione perfetta per osservare da vicino un oggetto di questo tipo. Una distanza che in termini astronomici è quasi un saluto amichevole, abbastanza vicina da permettere misurazioni accurate ma senza alcun rischio per il nostro pianeta.
Storie come questa ricordano che le categorie con cui classifichiamo i corpi celesti non sono sempre così nette. Un oggetto etichettato come asteroide può nascondere per anni la sua vera natura, fino a quando un dettaglio fuori posto non costringe a rivedere tutto. E 1998 SH2 è finito così tra le comete oscure, una famiglia ancora poco conosciuta ma sempre più interessante per chi studia ciò che popola il vicinato del nostro Sistema Solare.