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ColorOS 17 è ufficialmente entrato nella sua prima fase di test, con OPPO che ha avviato il beta testing chiuso della nuova interfaccia destinata a cambiare parecchio le carte in tavola. Non parliamo di un semplice aggiornamento, ma di un progetto che punta a sostituire ColorOS attuale, OxygenOS di OnePlus e realme UI di realme sotto un unico grande cappello software. Una mossa già anticipata il mese scorso e che ora inizia a prendere forma concreta con l’apertura delle iscrizioni al programma beta per un numero sempre più ampio di dispositivi.
I dispositivi coinvolti tra Cina e India
Il mercato cinese è quello dove il programma sta correndo più veloce. Qui OPPO ha aperto le registrazioni per la beta di ColorOS 17 su diversi modelli di punta, a partire dai pieghevoli Find N6 e Find N6 Satellite Edition, passando per tutta la famiglia Find X9. Dentro ci sono Find X9 Pro con la variante Satellite Edition, Find X9 Ultra con la sua Satellite Edition, e ancora Find X9s Pro insieme al Find X9 standard. Nella lista compare pure il tablet OPPO Pad 5 Pro.
Attenzione però ai numeri, perché i posti sono limitati. Solo 300 partecipanti per ogni modello potranno mettere le mani sulle build di prova, distribuite in due tornate successive previste per l’11 e il 13 agosto. E non si ferma tutto a OPPO, dato che il reclutamento tocca anche smartphone e tablet a marchio OnePlus e realme. Parliamo di OnePlus 15, OnePlus 15T e del tablet OnePlus Pad 3 Pro, insieme a realme GT 8 Pro nella versione standard e nell’edizione speciale GT 8 Pro Aston Martin F1 Limited Edition.
In India, intanto, il test di ColorOS 17 è già partito per un altro gruppo di dispositivi. L’elenco indiano comprende OPPO Find X9 Pro, Reno 15 Pro con la variante Reno 15 Pro Mini, poi OnePlus 15 e OnePlus 15R, e di nuovo realme GT 8 Pro. Chi vuole partecipare, sia in Cina che in India, deve fare domanda entro le scadenze, superare un breve quiz di idoneità e in certi casi firmare pure un accordo di riservatezza prima di ricevere il firmware sperimentale.
Occhio ai bug e cosa aspettarsi
Vale la pena ricordare una cosa importante. Trattandosi di una build di sviluppo ancora acerba, OPPO consiglia apertamente di non installarla sul telefono principale. Il software può presentare instabilità, malfunzionamenti e bug non ancora sistemati, quindi chi ha un solo dispositivo farebbe meglio ad aspettare una beta più matura o addirittura il rilascio pubblico definitivo.
Dietro a tutto questo c’è una strategia più grande, ovvero unificare lo sviluppo software tra OPPO, OnePlus e realme. Secondo l’azienda, il risultato dovrebbe tradursi in aggiornamenti più rapidi, correzioni di bug più tempestive e un’esperienza d’uso più coerente tra i tre marchi. Oggi infatti restano frammentati su interfacce diverse, pur condividendo la stessa base tecnologica.
Sul fronte delle novità, OPPO non ha ancora diffuso tutti i dettagli ufficiali, ma le prime indiscrezioni emerse dalla fase beta lasciano intravedere un restyling grafico bello deciso. Si parla di nuove animazioni luminose, effetti di illuminazione sui bordi dell’interfaccia, sfocature più raffinate, componenti con angoli arrotondati ridisegnati e transizioni più fluide in tutto il sistema.
Tra le cose più attese c’è anche il debutto della nuova generazione dell’assistente basato su intelligenza artificiale, Xiaobu Next, che si affiancherà ai miglioramenti strutturali e alle ottimizzazioni portate da Android 17. Quello che ancora non si sa è quanto tempo servirà a OPPO per allargare la fase di test ad altri modelli e, di conseguenza, quando arriverà il rilascio pubblico della beta per un pubblico davvero ampio.










