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Chi cammina guardando lo schermo dovrà iniziare a farci i conti, perché il nuovo Codice della Strada mette nero su bianco una multa da 75 euro per i pedoni sorpresi a usare il telefono mentre attraversano la carreggiata. Non è una voce di corridoio né una proposta isolata: la misura compare nella bozza del testo base, quella su cui il Ministero dei Trasporti guidato da Matteo Salvini sta lavorando in queste settimane. E vale sulle strisce pedonali esattamente come fuori dalle strisce, senza distinzioni di sorta.
Il cantiere normativo, va detto, procede su due binari che sembrano andare in direzioni opposte. Da una parte c’è un alleggerimento pensato per i guidatori più avanti con l’età, dall’altra una linea decisamente più dura contro la distrazione da smartphone. Che è poi il vero bersaglio dell’intera operazione. La novità sta nel fatto che stavolta il mirino non si limita a chi sta al volante, ma si allarga a chi si muove a piedi.
Il fenomeno degli smombie finisce sotto sanzione
Il termine è quello che gira ormai da anni negli studi sulla sicurezza urbana: smombie, crasi tra smartphone e zombie, ovvero i pedoni completamente assorbiti dallo schermo che attraversano senza guardare nulla di quello che hanno intorno. Una scena talmente comune nelle città italiane da essere diventata quasi invisibile, e proprio per questo pericolosa. Rispondere a un messaggio urgente mentre si scende dal marciapiede, scorrere i social nel mezzo di un incrocio, controllare una notifica con il semaforo già a metà del suo ciclo. Gesti automatici, che nessuno percepisce più come rischiosi.
Con la nuova impostazione, quella leggerezza avrà un prezzo preciso e non trattabile: 75 euro. La multa per i pedoni scatta indipendentemente dal comportamento tenuto per il resto, quindi anche chi attraversa correttamente sulle strisce ma con il telefono in mano rischia la sanzione. Il ragionamento alla base è tutto sommato lineare: l’attenzione distolta dal traffico circostante è un fattore di rischio a prescindere da dove si stiano appoggiando i piedi.
Cosa resta permesso e cosa no
Il ministero ha però inserito una deroga che segue una logica piuttosto semplice. Sarà consentito l’uso del telefono cellulare in modalità vivavoce oppure tramite auricolare, a una condizione precisa: che lo strumento non vada a interferire con le regole di sicurezza e permetta a chi cammina di mantenere alta la soglia di attenzione su quello che accade attorno. Tradotto in pratica, una telefonata a mani libere mentre si attraversa non dovrebbe costituire un problema, mentre il gesto di tenere il dispositivo davanti agli occhi sì.
La stretta sui dispositivi elettronici non riguarda comunque soltanto i pedoni. La bozza conferma un inasprimento generale delle sanzioni collegate al loro utilizzo, con i divieti che ora vengono estesi in modo formale anche a chi si sposta a piedi. Un passaggio non banale, perché fino a oggi il Codice si era concentrato quasi esclusivamente su chi guida, lasciando la responsabilità del pedone in una zona piuttosto grigia.
Restano da capire i dettagli applicativi, a partire da come gli agenti potranno contestare la violazione nel concreto. Ma l’impianto è quello, e la cifra pure. Settantacinque euro per un’occhiata di troppo allo schermo mentre si attraversa la strada, senza sconti legati al fatto di trovarsi o meno nel punto giusto della carreggiata.










