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BMW iX3 2027, addio ai pulsanti: la scelta che divide

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BMW è convinta che chi guida oggi, soprattutto sotto i 45 anni, non abbia più voglia di cercare a tastoni un pulsante sulla plancia, e ha deciso di comportarsi di conseguenza. Il nuovo iX3 del 2027 elimina gli interruttori tradizionali del climatizzatore, spostando quasi tutto dentro il touchscreen e affidando il resto a un assistente vocale rivisto. Una scelta che a Monaco descrivono non come un capriccio estetico dei designer, ma come la risposta a un cambiamento più ampio nel modo in cui le persone usano la tecnologia.

Il ragionamento, spiegato dai vertici australiani del gruppo, parte da un presupposto semplice. Vikram Pawah, amministratore delegato di BMW Group Australia, ha detto che un’auto non è un oggetto isolato ma fa parte di quello che accade intorno, nella società, e che voce e tocco stanno diventando sempre più comuni. Secondo Pawah la tendenza è particolarmente evidente tra chi ha 45 anni o meno, più veloce ad adottare comandi vocali e superfici tattili. Vogliono fare le cose in fretta, fanno più cose insieme, e questo va tenuto presente perché i clienti stanno cambiando così.

Perché BMW non teme la protesta

L’assistente vocale del nuovo iX3 capisce già istruzioni che dieci anni fa avrebbero mandato in tilt qualsiasi sistema simile, e in casa BMW non sembrano preoccupati da eventuali malumori. Del resto una tempesta del genere l’hanno già attraversata. Leanne Blanckenberg, responsabile della comunicazione di BMW Group Australia, ha ricordato che le persone si sentono sempre a disagio davanti a un cambiamento radicale, citando il debutto contestatissimo del primo iDrive nel 2001, un concetto che oggi è diventato normale in tutto il settore.

BMW iX3 2027, addio ai pulsanti: la scelta che divide

Il punto è che altri costruttori quella strada l’hanno già percorsa più a fondo e adesso stanno tornando indietro. Hyundai ha ammesso che i suoi gruppi di ascolto americani diventavano stressati, infastiditi e letteralmente su di giri quando non riuscivano a gestire in fretta le funzioni sul touchscreen, e da allora ha rimesso più comandi fisici negli abitacoli. Anche Mercedes riconosce di aver esagerato nel togliere i pulsanti dagli interni.

Il dietrofront di Volkswagen e la mossa della Cina

L’inversione più evidente porta la firma di Volkswagen. Dopo le critiche piovute su Golf e ID.4, troppo dipendenti dal tocco, i modelli più recenti come ID. Polo hanno recuperato comandi fisici sulla consolle. In più il marchio ha abbandonato le famigerate superfici tattili sul volante, sostituite da veri tasti che si premono con un clic.

Nessuno di questi costruttori sta rinunciando al comando vocale, va detto. Come BMW, anche Hyundai, Mercedes e Volkswagen stanno lavorando ad assistenti più intelligenti basati sull’intelligenza artificiale. La differenza riguarda semmai il ruolo: schermi e voce come complemento ai comandi fisici oppure come loro sostituti. E su questo la Cina ha intenzione di far sentire la propria voce.

Le nuove regole attese per il prossimo anno imporranno che più di una dozzina di funzioni siano azionabili attraverso comandi fisici fissi, esterni al display, con un ritorno tattile o sonoro. Nell’elenco compaiono indicatori di direzione, fari, tergicristalli, luci di emergenza e comandi del cambio. Requisiti che il nuovo iX3 dovrebbe rispettare, visto che mantiene le leve dietro al volante e un numero sufficiente di comandi tradizionali.

Resta il fatto che rispettare una norma non equivale ad accontentare tutti. La platea più anziana, quella che con i pulsanti ci è cresciuta e continua a preferirli, difficilmente troverà consolante l’idea di dover parlare al cruscotto per alzare la temperatura di due gradi. Ed è la stessa tensione che attraversa oggi buona parte dell’industria, divisa tra chi accelera verso l’abitacolo completamente digitale e chi, dopo averci provato, ha rimesso qualche tasto dove stava prima.

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