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Anthropic, Amodei sotto pressione alla Casa Bianca sui rischi IA

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Dietro la facciata di unità mostrata martedì alla Casa Bianca, il vertice tra l’amministrazione Trump e i grandi nomi del settore ha fatto emergere uno scontro tutt’altro che nascosto sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale. Al centro delle critiche è finito Dario Amodei, numero uno di Anthropic, messo sotto pressione da diversi amministratori delegati tra cui Jensen Huang di Nvidia. In sostanza gli è stato chiesto perché si mostri così allarmista in pubblico su ciò che i modelli di IA sono in grado di fare e sui rischi che comportano. Amodei ha risposto che l’industria deve ai cittadini sincerità su entrambe le questioni.

Anthropic: chi vuole frenare e chi preferisce correre

La tensione tra i laboratori nasce dai tempi di sviluppo sempre più stretti e soprattutto dalla visione che i rispettivi leader mostrano, almeno verso l’esterno. Il capo di Anthropic sostiene che il settore debba poter rallentare quando serve, una posizione condivisa da dirigenti di OpenAI e Google DeepMind e perfino da Elon Musk. Sul fronte opposto ci sono Jensen Huang e Mark Zuckerberg di Meta, sostenitori di un approccio più permissivo che piace anche alla Casa Bianca, convinta che la Cina non frenerà e che quindi non abbia senso farlo nemmeno negli Stati Uniti.

Il confronto vero e proprio è arrivato dopo il pranzo, in un gruppo più ristretto con dirigenti e consiglieri presidenziali riuniti nella Sala Roosevelt. Alle preoccupazioni di Amodei, Zuckerberg ha replicato che la soluzione migliore è far rispettare a tutta l’industria i nuovi principi appena concordati. Si tratta di un accordo volontario di due pagine firmato dai vertici di Anthropic, Google, Meta, Nvidia e OpenAI. Ogni laboratorio dovrebbe dotarsi di una solida supervisione interna dei propri modelli e di una squadra incaricata di verificare che i controlli funzionino davvero. Sono previsti anche il ricorso a revisori o valutatori esterni e la nomina di un comitato indipendente del consiglio di amministrazione che sorvegli quel team. Interpellato sul valore vincolante dell’intesa, Trump l’ha definita “moralmente vincolante”. Il documento si limita a dire che trasformare queste misure in legge potrebbe avere senso “col tempo”.

Vecchie frizioni e una posizione scomoda per Anthropic

Non è la prima volta che i protagonisti dell’IA finiscono ai ferri corti. Quest’estate Anthropic, OpenAI e Google avevano trovato un’intesa su un organismo di autoregolamentazione ispirato alla FINRA, uno degli enti che vigilano sul mercato azionario americano. Huang, Zuckerberg e Musk avevano però avvertito Trump che un simile organismo avrebbe concentrato troppo potere nelle mani dei laboratori più avanzati, e l’idea è stata accantonata.

Da lì è partita un’ondata di prese di posizione pubbliche. Il fondatore di Nvidia considera esagerati i timori sulla sicurezza e chiede di non intervenire, perché a suo dire le regole permetterebbero alla Cina di superare gli Stati Uniti. Durante il pranzo di martedì ha ribadito che innovazione e sicurezza non sono in conflitto. Zuckerberg si è allineato strettamente alla Casa Bianca e mentre i principi venivano messi a punto ha parlato spesso con Trump e con il segretario al Commercio Howard Lutnick. Amodei, che all’inizio del mese ha pubblicato un saggio sui motivi per cui bisognerebbe rallentare il ritmo, chiede test federali per i modelli. Musk invece si è seduto accanto al presidente durante il pranzo, pur avendo appoggiato gli appelli alla prudenza del collega.

La situazione di Dario Amodei resta delicata. Anthropic sta preparando una quotazione in borsa che punta a una valutazione di circa 1.700 miliardi di euro e sta ancora smaltendo gli ultimi due scontri con l’amministrazione. Il primo è stato lo stop di due settimane e mezzo imposto a due dei suoi modelli per ragioni di sicurezza, il secondo l’inserimento nella lista nera del Pentagono legato all’uso dell’IA in ambito militare. Domenica Amodei ha cenato con Trump e ha mantenuto un tono conciliante, spiegando ai giornalisti che se tutti lavorano insieme “possiamo vincere in modo sicuro”.

Un accordo con pochi dettagli

L’accordo volontario appare povero di dettagli e non è chiaro chi dovrebbe farlo rispettare. Il precedente non è incoraggiante, visto che gli impegni volontari presi durante l’era Biden sono finiti in gran parte nel dimenticatoio. Trump ha comunque annunciato che nominerà presto uno “zar dell’IA” e sta valutando la creazione di un comitato di circa 10 persone dedicato alla supervisione dell’intelligenza artificiale.

Fonte: TecnoAndroid

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