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Nella corsa a colpi di annunci tra Anthropic e OpenAI c’è un nuovo capitolo, e porta il nome di Claude Fable 5.1, il modello che Anthropic ha messo sul tavolo prima che OpenAI riuscisse a scoprire le carte dei suoi attesissimi modelli di classe Astra. Insieme a Fable 5.1 è arrivato anche Mythos 5.1, che poi è sostanzialmente lo stesso modello con una differenza sostanziale: le protezioni e i filtri, molto più stringenti nel caso di Fable 5.1. Un aggiornamento solido, sì, ma incrementale, senza gli strappi che a volte accompagnano i salti di generazione.
Sul fronte dei numeri, comunque, il quadro è chiaro. Fable 5.1 supera ogni precedente modello Claude e anche GPT 5.6 Sol, che al momento rappresenta il fiore all’occhiello di OpenAI, praticamente su ogni parametro misurato. Il punteggio sull’Artificial Analysis Intelligence Index si attesta a 66, quattro punti in più rispetto a Fable 5 e tre punti sopra il precedente stato dell’arte, cioè Opus 5 fermo a 63. Sui test più specifici il divario si allarga: 52,6 per cento su Terminal Bench Science 0.1, più del doppio di Fable 5, e 55,8 per cento su Terminal Bench 4.0 contro il 42,0 per cento del predecessore.
Claude Fable 5.1: prezzi più bassi sulla carta, ma il conto finale sale
Qui la faccenda si fa interessante, perché Anthropic ha ottenuto questi risultati limando i costi delle API. Il listino base resta identico a quello di Fable 5.0, ovvero circa 9 euro per un milione di token in ingresso e circa 46 euro per un milione di token in uscita. La novità sta nelle letture della cache, che passano da circa 0,90 euro a circa 0,23 euro per milione di token, con un taglio del 75 per cento. Un movimento che lascia pensare a uno spostamento più massiccio della KV cache verso lo storage Flash.
Il punto è che il risparmio nominale non racconta tutta la storia. Il costo medio ponderato per singolo task dell’Intelligence Index sale a circa 3,40 euro contro i circa 2,15 euro di Fable 5.0. Tradotto: su un lavoro complesso e realistico, quello del mondo vero e non del laboratorio, far girare Fable 5.1 costa all’incirca il 58 per cento in più. Più intelligente, certo, ma anche più affamato di risorse quando il compito si complica sul serio.
Samsung LSI porta Claude Code dentro la progettazione dei chip
Nel frattempo è arrivata un’altra notizia, e forse pesa quanto il modello stesso. Claude Code, l’ambiente pensato attorno ai modelli di Anthropic per il lavoro di programmazione, ha ricevuto un endorsement da un fronte che pochi si aspettavano: la divisione LSI di Samsung, quella che si occupa di progettazione di semiconduttori.
A confermarlo è stato Choi Ki young, amministratore delegato di Anthropic Korea, secondo cui “Samsung Electronics sta testando l’applicazione di Claude nel lavoro di progettazione dei semiconduttori”. Choi ha aggiunto che finora i ricercatori di Samsung hanno gestito manualmente il software di progettazione specializzato, senza casi di automazione di questo tipo di lavoro tramite intelligenza artificiale, e che Claude sarebbe di fatto l’unico in grado di occuparsene.
Un’affermazione che suona più da vetrina che da fotografia della realtà, se si considera che OpenAI ha appena progettato un proprio ASIC, chiamato Jalapeno, appoggiandosi al modello Astra ancora non rilasciato. Al di là della retorica, però, l’uso concreto c’è: Samsung LSI sta impiegando Claude Code per generare ambienti di verifica, preparare scenari di test e individuare potenziali problemi. Con una precisazione che vale la pena sottolineare, ovvero che l’output prodotto dal modello passa comunque sotto revisione umana prima di essere considerato buono.
Resta il quadro di un settore dove ogni mossa viene giocata in anticipo sull’avversario, e dove Anthropic ha scelto di presentarsi con un aggiornamento misurato ma sufficiente a tenere la posizione davanti ai modelli Astra ancora chiusi nei cassetti di OpenAI.










