Vai al contenuto
Offerte

Cina, la bomba nucleare per deviare gli asteroidi pericolosi

In questo articolo Indice dei contenuti 1 sezione

Un ordigno nucleare fatto esplodere non sulla superficie ma dentro un asteroide potrebbe diventare la carta vincente per proteggere la Terra da un impatto catastrofico. È questa l’idea su cui stanno lavorando i ricercatori cinesi, convinti che una bomba nucleare collocata sotto la crosta rocciosa sia molto più efficace di una detonazione esterna o del classico impatto cinetico, quello che consiste nel lanciare una sonda contro il corpo celeste per spostarlo di traiettoria.

Il ragionamento parte da un principio abbastanza semplice, almeno sulla carta. Quando l’esplosione avviene all’esterno di un asteroide, buona parte dell’energia si disperde nello spazio, senza fare granché. Se invece la stessa energia viene liberata all’interno, la roccia si comporta come una cassa chiusa e l’onda d’urto lavora molto meglio. Il risultato è una spinta più forte e una deviazione più decisa. Secondo gli studi cinesi la differenza non è piccola, si parla di un’efficacia che può crescere in modo notevole rispetto ai metodi tradizionali, quelli finora considerati più realistici dalle agenzie spaziali.

Perché la detonazione interna cambierebbe le regole del gioco

Il punto delicato, ovviamente, è arrivare a piazzare l’ordigno nucleare nel posto giusto. Non basta colpire l’asteroide, bisogna penetrarlo, superare la superficie e portare la carica in profondità prima di farla esplodere. E qui le cose si complicano parecchio, perché un impatto ad altissima velocità rischia di distruggere il dispositivo prima che possa attivarsi. I ricercatori cinesi stanno quindi studiando soluzioni che permettano al sistema di resistere all’urto e di funzionare una volta conficcato nella roccia.

C’è poi la questione della difesa planetaria, tema che negli ultimi anni è passato dalla fantascienza ai tavoli seri delle agenzie di tutto il mondo. La NASA con la missione DART ha già dimostrato che l’impatto cinetico funziona, deviando davvero un piccolo asteroide. Ma quel metodo ha un limite pratico, va bene per corpi celesti di dimensioni contenute e con largo anticipo. Di fronte a un oggetto molto grande, o individuato troppo tardi, servirebbe qualcosa di più potente. Ed è proprio in quello scenario che la soluzione nucleare torna a essere presa in considerazione, nonostante tutte le complicazioni tecniche e i trattati internazionali che regolano l’uso di questi ordigni nello spazio.

Va detto con chiarezza che si tratta ancora di studi teorici e simulazioni, non di un progetto pronto al lancio. Gli scienziati cinesi hanno modellato al computer diversi scenari, calcolando come si propaga l’energia dentro un asteroide e quanta spinta si otterrebbe rispetto alle alternative. I numeri, sulla carta, sono incoraggianti. Ma la strada che separa una simulazione da una missione reale è lunga, costellata di problemi ingegneristici tutt’altro che banali.

Condividi:
154 Condivisioni