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Chip IA europei: 40 milioni da Germania e Paesi Bassi

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I chip per l’intelligenza artificiale sono diventati il punto debole europeo più evidente, e Germania e Paesi Bassi hanno deciso di affrontarlo da un’angolazione curiosa: usare la stessa tecnologia che sta facendo esplodere la domanda di questi processori per progettarne una nuova generazione. Il continente ha ricerca, capacità industriale e un colosso come ASML, eppure quando si arriva al silicio che regge l’attuale ondata dell’IA la leadership resta quasi tutta oltreconfine. Da qui nasce l’idea di intervenire proprio su quel nodo.

L’iniziativa sarà portata avanti da NADI, la nuova agenzia olandese per l’innovazione dirompente ancora in fase di costituzione, insieme a SPRIND, la sua controparte tedesca nata nel 2019. Sul piatto ci sono 40 milioni di euro distribuiti su 20 mesi, destinati a finanziare piccoli team che lavoreranno su nuovi progetti di chip pensati per l’intelligenza artificiale. L’obiettivo copre entrambi i carichi di lavoro che tengono in piedi questi sistemi: l’addestramento dei modelli e l’inferenza, cioè la loro esecuzione una volta addestrati.

Cosa significa progettare chip con l’IA

Il punto interessante non è tanto l’annuncio in sé quanto il modo in cui l’intelligenza artificiale verrà impiegata. Il bando prevede di usarla lungo tutta la catena: dalla ricerca delle architetture fino alla generazione dell’RTL, ovvero la descrizione logica che definisce il comportamento dell’hardware, passando per la verifica del risultato finale. A questo si aggiungono agenti e apprendimento per rinforzo per esplorare soluzioni alternative. In pratica questi sistemi potranno intervenire su diverse decisioni progettuali e poi controllare se gli obiettivi fissati sono stati centrati.

L’ambizione dichiarata è parecchio alta. L’automazione dovrebbe comprimere processi che oggi richiedono anni fino a scale di poche settimane, con SPRIND che parla apertamente di accelerazioni di vari ordini di grandezza. Per ora resta un traguardo tutto da dimostrare, e il programma è strutturato proprio per verificarlo sul campo. La sfida sarà divisa in due tappe: una prima fase di otto mesi con un massimo di 2,6 milioni di euro per squadra, una seconda di dodici mesi con altri 7 milioni. Chi completa entrambe può arrivare fino a 9,6 milioni complessivi per portare la propria proposta vicino a un design pronto per la produzione.

Due ecosistemi che si completano a vicenda

Dietro l’alleanza ci sono competenze già consolidate su entrambi i lati del confine. I Paesi Bassi mettono sul tavolo un ecosistema dei semiconduttori costruito attorno ad ASML, mentre la Germania aggiunge forza nella ricerca e nella produzione, come ha spiegato Jelle Prins, cofondatore di NADI. Il governo olandese ha inoltre riservato 500 milioni di euro per far partire la nuova agenzia, che si coordinerà con SPRIND. L’impostazione è chiara: combinare risorse nazionali complementari per muoversi più in fretta di quanto ciascun paese potrebbe fare da solo.

Questa scommessa arriva mentre l’Europa prova a correggere una fragilità che ammette apertamente. Nella proposta del Chips Act 2.0 la Commissione segnala che l’Unione dipende ancora da paesi terzi su due fronti particolarmente delicati, la progettazione dei semiconduttori e la fabbricazione di quelli più avanzati. Bruxelles vuole rafforzare entrambe le capacità e prevede in modo specifico di spingere sui chip per l’IA all’interno di quella strategia. Il progetto congiunto si inserisce quindi in un movimento più ampio per ridurre l’esposizione alla tecnologia straniera, con gli Stati Uniti tra i principali punti di dipendenza, anche se non l’unico.

Un approccio già sperimentato altrove

Usare l’intelligenza artificiale nella progettazione dei chip non è una novità assoluta. Google DeepMind ha già impiegato AlphaChip per generare parte del layout fisico di diverse generazioni delle sue TPU, e i grandi fornitori di strumenti EDA integrano l’IA in varie fasi del processo. La differenza è che in Europa, al momento, esistono un programma, un finanziamento e obiettivi molto ambiziosi, mentre i risultati concreti dovranno ancora arrivare. La verifica comincia adesso, con i primi team chiamati a dimostrare che quei tempi possono davvero passare da anni a settimane.

Fonte: TecnoAndroid

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