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Google osserva, ma resta in testa: ChatGPT deve ancora colmare il divario
ChatGPT Search è la funzione che consente all’IA di accedere in tempo reale a contenuti online, arricchendo le sue risposte con informazioni aggiornate. Questo elemento si è rivelato determinante per ampliare l’uso quotidiano del chatbot. Poiché è diventato non solo uno strumento di conversazione, ma anche un alleato per ricerche complesse, aggiornamenti di attualità e consultazioni rapide. In un’Europa sempre più attenta al controllo dei colossi tech, questa impennata pone però OpenAI di fronte a una nuova sfida. Cioè all’avvicinamento alla soglia dei cosiddetti “gatekeeper”. Ovvero le grandi piattaforme soggette alle rigide norme del Digital Markets Act. Una volta oltrepassato quel limite, scatteranno obblighi stringenti e possibili sanzioni.
Malgrado i numeri impressionanti, il dominio di Google nella ricerca online resta però al momento ancora molto alto. ChatGPT Search, pur avanzando, è quindi ancora lontano dall’essere la prima scelta degli utenti. Solo l’8% lo preferirebbe come motore principale, contro un Google che elabora oltre 370 volte più ricerche. In ogni caso, il terreno su cui poggia questa supremazia potrebbe non essere più così stabile. Insomma, le tecnologie AI stanno riscrivendo le regole del gioco, e gli utenti sembrano sempre più aperti all’idea di affiancare, se non sostituire, i metodi tradizionali con soluzioni più dinamiche e conversazionali. Il cambiamento potrebbe non essere immediato, ma la strada è ormai evidente. ChatGPT Search ha guadagnato una posizione di forza, e la sua ascesa sembra appena cominciata.










