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ChatGPT down: problemi anche per Codex e API di OpenAI

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Chi in queste ore sta provando a usare ChatGPT e non riesce a ottenere una risposta non è solo. Il celebre chatbot è infatti down, e insieme a lui hanno smesso di funzionare correttamente anche altri servizi di OpenAI. La stessa azienda ha confermato che le sue piattaforme stanno attraversando un momento di prestazioni ridotte, con un numero di errori decisamente superiore alla norma. Il problema non riguarda un singolo prodotto ma coinvolge più strumenti contemporaneamente, e questo spiega perché le segnalazioni stiano arrivando da utenti con esigenze molto diverse tra loro.

Secondo quanto comunicato da OpenAI, il disservizio sarebbe cominciato intorno alle 14:00 ora della costa est degli Stati Uniti, cioè verso le 20:00 in Italia. Da quel momento in poi le difficoltà si sono estese a diverse aree dell’ecosistema, e l’azienda ha iniziato ad aggiornare la propria pagina dedicata allo stato dei servizi per tenere traccia della situazione.

ChatGPT down: quali servizi sono coinvolti

Sulla pagina ufficiale che monitora il funzionamento delle piattaforme, OpenAI elenca con chiarezza i prodotti interessati dal malfunzionamento. Oltre a ChatGPT, che rappresenta ovviamente il servizio più conosciuto dal grande pubblico, risultano colpiti anche Codex e le API, comprese le Agents API. In tutti questi casi la società parla di tassi di errore elevati, una formula tecnica che nella pratica significa una cosa semplice: molte delle operazioni richieste dagli utenti non vanno a buon fine.

Il coinvolgimento delle API merita un’attenzione particolare. Queste interfacce sono il canale attraverso cui sviluppatori e aziende collegano le proprie applicazioni ai modelli di OpenAI, quindi un loro blocco non si ferma all’interfaccia del chatbot. Anche i servizi di terze parti che si appoggiano a queste tecnologie possono subire rallentamenti o interruzioni, perché dipendono direttamente dall’infrastruttura dell’azienda. Lo stesso discorso vale per le Agents API, pensate proprio per far svolgere compiti in modo più autonomo.

Cosa possono aspettarsi gli utenti durante il down

OpenAI ha voluto essere piuttosto esplicita sugli effetti concreti di questo calo delle prestazioni. Nella comunicazione diffusa l’azienda avverte che gli utenti potrebbero imbattersi in “richieste non riuscite, difficoltà ad accedere o a registrarsi e attività che non vengono completate”. Sono tre sintomi diversi che però raccontano bene la portata del problema.

Il primo è forse quello più evidente per chi usa ChatGPT ogni giorno. Si scrive una domanda, si attende la risposta e alla fine compare un messaggio di errore oppure non arriva nulla. Il secondo riguarda invece l’accesso vero e proprio: chi prova a entrare nel proprio account, o chi sta tentando di crearne uno nuovo proprio in questo momento, potrebbe trovarsi davanti a una schermata che non procede. Il terzo sintomo, quello delle attività lasciate a metà, colpisce soprattutto chi affida al sistema operazioni più lunghe e articolate, che rischiano di interrompersi prima di arrivare al risultato finale.

Per il momento l’azienda si è limitata a riconoscere il malfunzionamento e a descriverne le conseguenze, senza indicare una causa precisa né una tempistica per il ritorno alla normalità. L’unico riferimento temporale fornito resta quello dell’inizio dei problemi, collocato attorno alle 14:00 ora della costa est americana. La pagina di stato di OpenAI continua a segnalare tassi di errore elevati su ChatGPT, Codex e sulle API, incluse le Agents API.

Fonte: TecnoAndroid

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