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CATL, neutralità carbonica in tutti i 20 stabilimenti nel 2025

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CATL ha messo sul tavolo un annuncio che pesa nel settore delle batterie: la neutralità carbonica raggiunta in tutti i suoi venti stabilimenti produttivi, obiettivo centrato nel corso del 2025. Il colosso cinese, tra i primissimi produttori di celle al mondo, lo ha comunicato durante una conferenza dedicata proprio alla decarbonizzazione delle proprie attività, rivendicando la certificazione ISO 14068-1 su ogni singolo impianto. Una precisazione è però doverosa, perché quella certificazione non racconta di fabbriche a emissioni zero in senso letterale. Significa piuttosto che l’azienda ha mappato i processi che generano emissioni, le ha compresse al minimo tecnicamente possibile e ha compensato ciò che restava attraverso i carbon credit. Dalla stessa CATL arriva la definizione del risultato: essere “l’unico produttore di batterie al mondo ad aver conseguito questo risultato mantenendo un volume di consegne dell’ordine dei TWh”. Il che, tradotto, vuol dire farlo su scala industriale enorme e non su un paio di siti pilota. Resta il fatto che il traguardo è una tappa, non un arrivo.

Il vero nodo sta nella catena di fornitura

Lo ammette l’azienda stessa, e non è un dettaglio secondario: l’80% delle emissioni legate alla produzione di batterie non nasce dentro le fabbriche, ma lungo la catena di fornitura. Estrazione dei minerali, raffinazione, sintesi dei materiali, componenti. Tutto ciò che accade prima che una cella prenda forma. Per questo CATL ha fissato un secondo obiettivo, più ambizioso e certamente più complicato: portare l’intera supply chain alla neutralità carbonica entro il 2035. Un traguardo che, per ovvie ragioni, non dipende soltanto dalle scelte di una singola azienda ma dalla collaborazione di decine di attori diversi sparsi per il mondo.

Lo strumento messo in campo è un sistema di tracciabilità dei dati sulle emissioni che copre l’intera filiera, definito dal gruppo cinese come il primo del genere nell’industria delle batterie al litio. La piattaforma ha già raccolto informazioni su oltre 100 fornitori strategici, materiale grezzo che serve a costruire un piano di riduzione articolato su quattro fronti: ricerca e sviluppo delle materie prime, produzione delle stesse, trasporto e logistica, riciclo. Da qui in avanti la selezione dei partner commerciali cambierà criteri, perché entreranno in gioco parametri come l’impronta di carbonio, la quota di energia rinnovabile utilizzata e il consumo energetico per unità di prodotto. Chi non rientra nei parametri, verosimilmente, resterà fuori.

Numeri, consumi e una piattaforma condivisa

C’è poi la proposta di allargare il campo. CATL ha lanciato l’idea di una piattaforma globale di collaborazione per costruire un ecosistema a zero emissioni dell’industria delle batterie al litio, pensata per far circolare standard comuni, condividere tecnologie e mettere in piedi iniziative congiunte tra chi lavora nella filiera. Un’operazione che ha anche un evidente valore di posizionamento, considerando quanto la questione ambientale stia diventando discriminante nei mercati occidentali.

Sul fronte dei numeri interni, l’azienda dichiara di aver consumato dal 2023 oltre 18 miliardi di kWh di elettricità a zero emissioni, arrivando a coprire il 100% delle proprie attività operative principali con energia di questo tipo. Nel 2025 il consumo energetico per unità di prodotto delle basi produttive è calato del 28% rispetto al 2022, mentre l’intensità delle emissioni di carbonio è scesa di circa il 77% nell’arco di due anni. In termini assoluti, la riduzione complessiva supera i 10 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.

Sono cifre che raccontano un lavoro strutturale sui processi produttivi, non un intervento cosmetico. E che spiegano anche perché il gruppo abbia scelto di rendere pubblici i dettagli del percorso, compresa quella percentuale scomoda dell’80% relativa ai fornitori. La partita sulla decarbonizzazione delle batterie, del resto, si gioca proprio lì, a monte della catena, dove il controllo diretto è minore e le variabili si moltiplicano. La scadenza fissata dal produttore cinese per chiudere anche quel capitolo resta il 2035.

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