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L’ingresso di Akio Toyoda nella Automotive Hall of Fame poteva ridursi a una celebrazione personale e poco altro. Il presidente di Toyota invece ha preferito allargare lo sguardo e sfruttare quel palco per rivolgersi all’intero settore. La cerimonia si è svolta il 23 settembre a Detroit, davanti a una platea ampia di brand, e il messaggio arrivato ai marchi presenti è stato piuttosto chiaro: i costruttori devono restare uniti per affrontare le complessità del momento.
Un appello rivolto a tutta la filiera
Il cuore del discorso arriva quando Toyoda smette di parlare della propria azienda e guarda all’industria automobilistica nel suo complesso. La frase che riassume meglio questa visione è semplice ma diretta: “Insieme non c’è nulla che non possiamo immaginare, nulla che non possiamo creare e nulla che non possiamo superare”.
Il passaggio conta soprattutto per il perimetro di quell'”insieme”. La collaborazione non viene presentata come qualcosa che riguarda soltanto Toyota. Il riferimento è a tutta la comunità dell’auto, quindi costruttori, fornitori, concessionari, dipendenti e ogni altro soggetto che compone la filiera. Del resto la stessa Casa giapponese ricorda che, nel corso della sua esperienza manageriale, Toyoda ha cercato di ascoltare clienti, concessionari, fornitori, dipendenti e altri interlocutori. Ha così accelerato i processi decisionali e rafforzato un’organizzazione più orientata ai singoli mercati.
Va detto però che dall’intervento non è emerso l’annuncio di una nuova alleanza industriale. Non c’è stato nemmeno un programma concreto di cooperazione tra i vari marchi. Il senso delle sue parole è piuttosto culturale. Secondo il manager giapponese il settore dispone di una capacità collettiva che può essere messa a frutto per affrontare le trasformazioni della mobilità, e proprio su questo punto ha voluto richiamare l’attenzione dei colleghi.
Una carriera costruita dentro Toyota
Il riconoscimento premia un percorso cominciato all’interno di Toyota nel 1984. Nel 2009 Akio Toyoda è diventato presidente del gruppo, mentre dal 2023 ricopre il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione. L’azienda collega la sua guida a una fase importante della propria storia, durante la quale sono stati rafforzati i controlli sulla qualità, è stata ricostruita la fiducia nel marchio e si è consolidata la struttura industriale. Negli anni della sua presidenza è diventato centrale anche il principio del “fare auto sempre migliori”, oggi uno degli elementi portanti della filosofia manageriale del costruttore.
Poi c’è il motorsport, che nella visione di Toyoda occupa un posto tutto suo. Il numero uno della Casa corre in prima persona con lo pseudonimo di Morizo e considera le competizioni un banco di prova per sviluppare non solo le automobili ma anche le persone. Toyota lega questo approccio al principio giapponese del genchi genbutsu, che letteralmente significa “andare a vedere”, cioè affrontare i problemi direttamente sul campo.
C’è infine un dettaglio che rende questo ingresso ancora più particolare. Con Akio la famiglia Toyoda arriva a contare quattro membri nella Automotive Hall of Fame. Prima di lui erano stati inseriti Eiji Toyoda nel 1994 e Shoichiro Toyoda nel 2007, mentre Kiichiro Toyoda, fondatore di Toyota Motor Corporation, aveva ricevuto lo stesso onore nel 2018.
Fonte: TecnoAndroid








