In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Ancora ritocchi verso l’alto per i prezzi dei carburanti, con il gasolio che si avvicina pericolosamente ai valori più alti registrati quest’anno e la benzina che continua a macinare centesimi settimana dopo settimana. Il quadro emerge dalla rilevazione settimanale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica relativa ai giorni compresi fra il 24 e il 30 agosto, un periodo in cui l’unico dato in controtendenza, peraltro minimo, riguarda il GPL.
Nel dettaglio, il prezzo medio del gasolio in modalità self service è cresciuto di 0,83 centesimi, arrivando a 2,123 euro al litro. Una cifra che dice parecchio, perché nel 2026 è stata superata soltanto in due occasioni, con i 2,140 euro al litro di luglio e i 2,153 euro al litro di aprile. Detta in altri termini, mantenendo questo ritmo il traguardo negativo verrebbe raggiunto in fretta.
Benzina sopra i due euro, GPL fermo
Il discorso non cambia granché guardando alla benzina, salita di 1,36 centesimi e attestata a 2,016 euro al litro. Qui la dinamica è persino più netta, visto che il rialzo allarga ulteriormente la distanza rispetto al precedente massimo dell’anno. Un movimento costante, senza strappi improvvisi, che però nel giro di poche settimane ha spostato l’asticella in modo evidente.
L’unica voce che non ha seguito la corrente è quella del GPL, sostanzialmente fermo. Il calo c’è, ma parliamo di 0,26 centesimi, una variazione talmente contenuta da non incidere in pratica sul pieno di chi utilizza questo tipo di alimentazione. Stabilità, più che discesa vera e propria.
Chi si muove sulle autostrade trova numeri ancora diversi, come sempre più pesanti. Alla data del 1 settembre, secondo la rilevazione quotidiana curata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio self service sulla rete autostradale è di 2,104 euro al litro per la benzina e di 2,204 euro al litro per il gasolio. Circa nove centesimi di differenza per la benzina rispetto alla media nazionale e otto per il diesel, un divario che pesa parecchio su chi percorre lunghe tratte per lavoro.
Il nodo delle accise sul gasolio
Sul fronte fiscale, la partita ruota attorno alle accise. Il Governo ha prorogato fino al 5 settembre la riduzione applicata a quella sul gasolio, una misura pensata per contenere almeno in parte la corsa dei listini. Il costo dell’operazione è quantificato in 130 milioni di euro, risorse reperite chiedendo alle aziende energetiche di versare in anticipo una quota delle tasse che sarebbero comunque dovute più avanti. Diverso il trattamento riservato alla benzina, per la quale le accise sono già tornate al livello pieno da alcune settimane. Un elemento che aiuta a leggere meglio l’andamento dei due carburanti, con il verde che ha ripreso a salire con una certa decisione mentre il diesel ha beneficiato, almeno finora, di un piccolo cuscinetto fiscale destinato però a esaurirsi a breve.
Il risultato è un mercato dei carburanti in cui i due euro al litro non rappresentano più un’eccezione ma una soglia superata stabilmente, sia per il gasolio sia per la benzina, con punte più alte sulla rete autostradale. Le rilevazioni ministeriali, settimanali per le medie nazionali e quotidiane per le autostrade, restituiscono un movimento continuo verso l’alto che dura ormai da diverse settimane e che al momento trova un freno solo nel comparto del GPL, l’unico rimasto ancorato ai livelli precedenti.










