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Call of Duty: Activision oscura i port browser fatti con l’IA

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Activision ha deciso di passare alle vie legali contro alcuni port per browser non ufficiali di Call of Duty, realizzati con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Le segnalazioni DMCA inviate dall’editore hanno colpito i progetti dedicati a Black Ops e Black Ops II, che adesso risultano offline. A dare la notizia è stato lo stesso sviluppatore, Luckey Faraday, autore delle conversioni giocabili direttamente dal browser.

In un post pubblicato su Twitter, Faraday ha spiegato di essere finito nel mirino del publisher proprio “per aver portato i giochi di CoD nel browser” e ha confermato che tutti i titoli non sono più accessibili. Poco dopo ha aggiunto una domanda piuttosto curiosa: si è chiesto se fosse il primo “vibe coder” a ricevere una notifica DMCA da una casa videoludica. Con il termine vibe coding si indica una programmazione portata avanti in larga parte grazie agli agenti di intelligenza artificiale.

Cosa contenevano i port di Black Ops finiti offline

Il progetto legato a Black Ops II portava il nome ironico di Claude of Duty: Vibe Slops II. Ricreava la mappa multigiocatore Hijacked, popolata da nemici controllati dall’IA. L’altro lavoro si chiamava invece Kino Der Toten e riproponeva l’iconica mappa del primo Black Ops insieme alla celebre modalità Zombie. Come quasi tutti i port per browser di vecchi videogiochi comparsi di recente, spesso basati su decompilazioni, entrambi sono nati con il supporto di agenti di programmazione basati sull’IA.

Il punto più delicato riguarda però le risorse originali utilizzate. Le pagine dei due progetti dichiaravano apertamente che mappe, modelli e animazioni erano stati esportati dalle versioni PC dei giochi. Per questo la mossa di Activision non ha sorpreso più di tanto. A giudicare da quanto circolato sui social, le due conversioni giravano in modo piuttosto fluido. Il repository GitHub del progetto dedicato a Black Ops 2 è ancora consultabile. Non sarebbe quindi strano veder spuntare presto dei fork, magari ospitati a un indirizzo diverso e gestiti da un altro gruppo di sviluppatori.

Altri port retrò potrebbero ricevere una segnalazione DMCA

Il caso di Call of Duty difficilmente resterà isolato. Le conversioni per browser realizzate con il vibe coding stanno diventando sempre più popolari e nelle ultime settimane ne sono uscite parecchie. Lo stesso trattamento è toccato a classici come Halo: Combat Evolved, Super Mario 64 e perfino Skate 3, tutti trasformati in esperienze giocabili senza installare nulla.

È probabile quindi che i progetti di Faraday siano soltanto i primi di una lunga serie a subire una rimozione per violazione del copyright. Chi deciderà di raccogliere l’eredità di questi lavori potrebbe dover adottare accorgimenti diversi, per esempio chiedere agli utenti di fornire la propria ROM. È la strada già scelta dallo sviluppatore di un recente port per browser di Super Mario 64. Poco dopo il lancio ha iniziato a richiedere ai giocatori di caricare una copia personale del gioco, così da tutelarsi meglio dal punto di vista legale. Anche altri editori si stanno muovendo. Più di recente un port di GTA V per Switch è stato colpito da una segnalazione DMCA inviata da Take Two Interactive.

Fonte: TecnoAndroid

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