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Bugatti Veyron in alluminio lucidato: Alonso ha la più rara

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Il Bugatti Veyron più costoso mai costruito ha cambiato garage, e il nuovo proprietario è Fernando Alonso. Lo spagnolo ha ritirato le chiavi dalla concessionaria Bugatti di Monaco, portandosi a casa una Grand Sport Vitesse che di comune con le altre Veyron ha ben poco, a partire dalla carrozzeria interamente in alluminio lucidato. Un acquisto che arriva in un momento particolare della sua carriera, visto che il 2026 si sta rivelando la stagione più complicata da quando ha debuttato in Formula 1 nel lontano 2001.

Cinque ritiri e appena 3 punti iridati raccolti finora raccontano una stagione che difficilmente finirà negli album dei ricordi più belli. Il contratto con il team britannico però continua a fruttare, si parla di circa 18 milioni di euro all’anno, e a quanto pare le delusioni in pista vengono compensate altrove. Nel garage, per l’esattezza.

Dalla Zonda Diamante Verde al Veyron chassis 8100

A maggio era già arrivata la Pagani Zonda Diamante Verde, esemplare unico stimato oltre 9 milioni di euro, rimasto sul mercato per almeno due anni prima di trovare un acquirente. A venderla era stato il rivenditore tedesco Mechatronik, lo stesso che ha poi piazzato anche il Veyron Grand Sport Vitesse finito nelle mani del pilota. Quattro mesi dopo, a settembre, la scena si è ripetuta, con le immagini condivise sui social che mostrano Alonso allontanarsi dalla concessionaria monegasca a bordo di quella che è probabilmente la Veyron più speciale mai uscita da Molsheim.

Il telaio è il numero 8100 e la sua storia è rimasta avvolta nel mistero fino a un paio di anni fa. Il primo proprietario si era innamorato della Veyron 16.4 Pur Sang e aveva chiesto alla casa francese qualcosa di ancora più estremo, una Grand Sport Vitesse con i pannelli della carrozzeria fresati nell’alluminio. La risposta iniziale fu un no secco, troppo costoso, troppo complicato. Il cliente però non arretrò di un millimetro e minacciò di cancellare diversi altri ordini Bugatti già piazzati. A quel punto il progetto venne approvato.

Venti tonnellate di alluminio per una sola auto

Ogni singolo pannello è stato ricavato da un unico blocco di alluminio, e per completare l’intera vettura sono servite oltre 20 tonnellate di materiale grezzo. Il risultato è una superficie specchiata che riflette tutto quello che le passa intorno, abbinata a un interno in pelle rossa acceso che con l’argento della carrozzeria crea un contrasto piuttosto violento. Nulla a che vedere con le finiture più sobrie viste su altre Veyron Grand Sport Vitesse uscite dalla fabbrica.

Il proprietario originale aveva anche fatto ricamare e incidere la scritta Kaq in diversi punti dell’abitacolo, dai poggiatesta fino al tappo del serbatoio. Quei dettagli personali sembrano essere stati riportati allo stato di serie prima del passaggio di proprietà. Stessa sorte per la griglia a ferro di cavallo, dove la rete su misura che componeva sempre la scritta Kaq è stata sostituita con un elemento più tradizionale. Scelte comprensibili, trattandosi di riferimenti legati a una persona specifica e difficilmente trasferibili.

Quello che resta è comunque un oggetto fuori scala anche per gli standard di Bugatti, un’auto che al momento della consegna era la più costosa Veyron mai prodotta e che ha richiesto un braccio di ferro tra cliente e costruttore per vedere la luce. Per Alonso si tratta del secondo colpo grosso in pochi mesi, dopo la Zonda, e conferma una collezione che negli ultimi tempi si è arricchita di pezzi difficilmente replicabili. Il due volte campione del mondo di Formula 1 non ha commentato pubblicamente l’acquisto, lasciando che fossero i video girati per strada a Monaco a raccontare la scena, con l’alluminio lucidato che catturava la luce mentre la vettura si allontanava dalla concessionaria.

Fonte: TecnoAndroid

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