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Da oggi è possibile presentare domanda per il Bonus colonnine 2026, l’incentivo pensato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per chi vuole acquistare e installare una infrastruttura di ricarica domestica per veicoli elettrici. Lo sportello telematico resta aperto fino al 22 settembre 2026 e passa dalla piattaforma di Invitalia, che gestisce la misura per conto del MIMIT. Il meccanismo è semplice nella sostanza: lo Stato copre buona parte della spesa, fino a un tetto che cambia a seconda di chi presenta la richiesta.
Nel dettaglio si parla di un contributo in conto capitale pari all’80% delle spese ammissibili. Per le persone fisiche il massimo erogabile è di 1.500 euro, mentre per gli interventi che riguardano le parti comuni di un condominio la soglia sale fino a 8.000 euro. La dotazione complessiva della misura è di 68 milioni di euro fino al 2030 e rientra nel programma pluriennale dedicato al settore automotive, definito dal DPCM del 10 giugno 2026.
Chi può chiedere il contributo e quali wallbox valgono
L’agevolazione riguarda soltanto le infrastrutture di ricarica destinate a uso privato. Possono quindi accedere le persone fisiche residenti in Italia e i condomìni, questi ultimi limitatamente alle installazioni sulle parti di uso comune. Niente colonnine pubbliche, insomma, il perimetro è quello del box, del garage o dello spazio condominiale.
Per l’anno in corso sono ammissibili le installazioni completate tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026. Il programma poi proseguirà anche per gli interventi realizzati nel 2027, nel 2028 e nel 2029, mentre per il 2030 saranno considerate valide solo le installazioni concluse entro il 31 marzo.
Un punto su cui vale la pena soffermarsi: non basta comprare una wallbox qualsiasi e sperare che vada bene. I dispositivi devono essere nuovi di fabbrica, rispettare i requisiti tecnici fissati dalla normativa e comparire nell’elenco ufficiale dei dispositivi di ricarica domestica pubblicato dal GSE. Chi acquista senza verificare questo dettaglio rischia di ritrovarsi con una spesa non rimborsabile.
Come si presenta la domanda
Per le installazioni effettuate nel 2026 la domanda può essere inviata da oggi fino alle ore 12 del 31 gennaio 2027. La procedura è esclusivamente online, non esistono canali alternativi. Per entrare nella piattaforma di Invitalia servono SPID, CIE oppure CNS. Una volta dentro la propria area personale bisogna selezionare la voce “Bonus colonnine domestiche” e compilare il modulo, indicando anche un indirizzo PEC attivo.
Ai privati viene inoltre richiesto di conservare tutta la documentazione legata all’acquisto e all’installazione. Si parla di fatture elettroniche e di documentazione bancaria che dimostri l’effettivo pagamento. Un passaggio burocratico che spesso viene sottovalutato, ma che in fase di controllo fa la differenza tra una pratica accolta e una respinta.
Il contributo non è garantito a tutti
Presentare la richiesta non equivale ad averla ottenuta. Le agevolazioni vengono concesse nei limiti delle risorse finanziarie disponibili e soltanto dopo la verifica delle domande arrivate. Il provvedimento con gli elenchi dei beneficiari è atteso entro 90 giorni dalla chiusura dello sportello, quindi chi invia la pratica dovrà mettere in conto qualche mese di attesa prima di sapere come è andata.
Il Bonus colonnine domestiche si inserisce nel quadro più ampio degli strumenti pensati per sostenere la mobilità elettrica e lo sviluppo della rete di ricarica sul territorio. Per chi già possiede un’auto elettrica e ha la possibilità concreta di montare una colonnina nel proprio box o nelle parti comuni del condominio, il contributo taglia in modo netto il costo dell’infrastruttura, che resta una delle voci di spesa più fastidiose per chi passa all’elettrico.
La finestra per l’invio delle richieste relative alle installazioni del 2026 si chiude alle 12 del 31 gennaio 2027.
Fonte: TecnoAndroid








