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Il confronto tra BMW iX3, Volvo EX60 e Mercedes GLC Electric è uno di quei test che raccontano un cambio di epoca più di mille comunicati stampa. Tre SUV familiari nati su piattaforme completamente nuove, arrivati sul mercato uno dopo l’altro nel giro di pochi mesi, tutti con la stessa ambizione: dimostrare che nel mondo elettrico il meglio deve ancora arrivare, mentre il motore termico sembra ormai aver dato il massimo.
Chi sostiene che l’automobile abbia superato il suo apice ha buoni argomenti, almeno guardando alle hot hatch e alle sportive accessibili, praticamente estinte. Anche la grande station wagon diesel racconta la stessa storia: per avere una BMW Serie 5 Touring a sei cilindri oggi serve la costosissima ibrida plug in, di gasolio non se ne parla più. Ma chi nel 2026 può permettersi una berlina alta di fascia premium finisce quasi inevitabilmente davanti a un’elettrica dalle forme vagamente da SUV.
Numeri che spazzano via la concorrenza
La promessa è chiara: niente più sei cilindri, in cambio circa 560 chilometri reali di autonomia, una ricarica nel tempo di una sosta caffè, potenza abbondante e più spazio a bordo. Il salto rispetto alla generazione precedente è impressionante. iX3 è l’unico dei tre ad avere una vera antenata, la versione del 2021, auto tutt’altro che malvagia ai suoi tempi. La nuova, a fronte di un sovrapprezzo contenuto, dichiara oltre 300 chilometri in più di percorrenza, una velocità di ricarica più che raddoppiata, due secondi tolti allo 0 100 km/h e un abitacolo decisamente più generoso.
Anche le rivali più recenti restano indietro. Audi Q6 e tron e Porsche Macan Electric, debuttanti nel 2024 sulla piattaforma del gruppo Volkswagen, sono auto piacevoli ma su autonomia ed efficienza inseguono perfino GLC, che sulla carta è la meno brillante del trio. Lexus RZ non entra nemmeno nel discorso, e viene da capire perché Cadillac stia ripensando il rilancio nel Regno Unito, visto che Optiq chiede cifre simili con circa 425 chilometri dichiarati.
Prova su strada e consumi reali
Per il test sono state scelte le versioni a doppio motore a lunga percorrenza. Sarebbe servita la P12 di Volvo EX60, quella da 800 chilometri dichiarati, ma arriverà solo più avanti l’anno prossimo, quindi si è passati alla P10 da 650 chilometri, che tra l’altro si allinea meglio per prezzo e prestazioni a iX3 e GLC 400.
Sulla carta il vincitore e il perdente sembrano già scritti. Mercedes è l’unica sotto i 640 chilometri dichiarati, ha l’efficienza peggiore e ricarica più lentamente. BMW vola vicino agli 800 chilometri grazie a una batteria da 108,7 kWh utilizzabili contro i 94 di GLC e i 92 di EX60. Nella prova controllata, però, la GLC ha fatto meglio del previsto, superando il dato WLTP sia sul computer di bordo sia alla colonnina, con un picco di ricarica superiore a quello dichiarato. La Volvo, invece, ha chiesto più energia delle altre per completare lo stesso percorso, chiudendo con 5,6 km/kWh, cifra dignitosa per un’auto da oltre 500 CV ma sufficiente a regalarle la percorrenza più corta del gruppo, circa 515 chilometri. BMW iX3 ha registrato 690 chilometri reali contro i 570 della Mercedes.
Design, maniglie assurde e abitacoli
Le tre auto devono però piacere anche di pancia, altrimenti tanto varrebbe comprare due Leapmotor C10 con la stessa cifra. BMW gioca la carta del muso a squalo anni Settanta con calandra verticale sottile, Mercedes riempie tutto di stelle a tre punte e una griglia luminosa in stile anni Sessanta, Volvo resta più sobria, con una coda squadrata che ricorda le 240 station wagon.
Salire a bordo è meno banale del previsto, perché le maniglie sono discutibili su tutte e tre. EX60 ha alette fisse senza comando manuale di emergenza e nemmeno una chiave tradizionale, iX3 ha maniglie a scomparsa che a volte fanno i capricci, GLC sembrava la meglio riuscita finché non si è rifiutata di aprirsi qualche giorno dopo il servizio fotografico. La Mercedes però si prende una rivincita con il frunk, il più capiente del trio, che si apre premendo semplicemente lo stemma sul cofano.
Dentro, GLC è la più classica nonostante lo schermo da 39,1 pollici, con legno vero, bocchette flottanti e griglie degli altoparlanti che sembrano quelle di un amplificatore vintage. Volvo punta su plancia alta, pavimento libero e volante piccolo, con pochi tasti fisici e specchietti da regolare via touch. BMW, con il panoramic iDrive, proietta la strumentazione sulla base del parabrezza.










