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ASUS Zenbook A16: 16 pollici OLED con soli 1,2 kg di peso

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Un notebook da 16 pollici che pesa 1,2 chili non è esattamente la norma, e proprio qui sta il colpo dell’ASUS Zenbook A16: schermo OLED 3K a 120 Hz, processore con 18 core, 48 GB di memoria, batteria da 70 Wh e una bilancia che sembra segnare il peso di metà computer. Sollevarlo dal tavolo lascia quella sensazione strana, come se qualcuno avesse dimenticato a casa una parte dei componenti. Il merito è diviso tra lo chassis in Ceraluminum, materiale che sta a metà strada tra alluminio e ceramica, e la piattaforma che gli batte dentro.

Perché la vera novità è quella: Snapdragon X2 Elite Extreme di Qualcomm, secondo tentativo serio di ARM di prendersi il PC Windows. E questa volta l’impressione è che la truppa si sia presentata con i compiti fatti. Il chip specifico è l’X2E-94-100, 18 core, con una NPU che dichiara 80 TOPS per i carichi di intelligenza artificiale. ASUS ci abbina fino a 48 GB di LPDDR5X e 2 TB di SSD, e considerando quanto costa la memoria oggi, 48 GB sono tanta roba per chi vuole far girare modelli di AI in locale senza appoggiarsi al cloud.

Il silenzio come feature, e un’autonomia che cambia le abitudini

Nell’uso di tutti i giorni la cosa che colpisce non sono i numeri dei benchmark. È il rumore che non c’è. Browser con decine di tab aperte, Office, videoconferenze: difficile convincere le ventole a farsi sentire. Snapdragon lavora un po’ come quei colleghi bravissimi che risolvono tutto senza raccontarlo in riunione.

L’altro argomento forte è la batteria. Nei test reali si viaggia, a seconda del carico, sull’ordine delle 10 fino a 16 ore, mentre ASUS dichiara oltre 21 ore in scenari più controllati. Tradotto: il caricatore può smettere di abitare permanentemente nello zaino, e per chi si sposta spesso questo conta più di qualsiasi punteggio sintetico.

Il display OLED merita un capitolo a sé. Risoluzione 2880×1800 pixel, 120 Hz, neri assoluti, colori pieni e una fluidità che fa sembrare improvvisamente antico un LCD a 60 Hz. Il difetto è la finitura lucida: davanti a una finestra molto luminosa il pannello si trasforma in uno specchio piuttosto costoso. Non è un dramma, ma va messo nel conto da chi lavora spesso all’aperto o in ambienti pieni di luce.

Dove il Zenbook A16 mostra i limiti

La CPU vola. La GPU Adreno molto meno, e questo è il compromesso più evidente. Per produttività, fotografia e montaggio video leggero non ci sono ostacoli. Per gaming serio e rendering 3D invece il discorso cambia, e lì Intel, AMD e soprattutto le schede grafiche dedicate restano avanti di parecchio. Anche la compatibilità di Windows su ARM ha fatto passi enormi rispetto alla prima generazione, ma nel gaming sopravvivono titoli e software che continuano a non collaborare. Poi ci sono i risparmi progettuali, quelli che sorprendono più del previsto. Il touchpad, per esempio, resta meccanico. Sopra i duemila euro un sistema aptico sarebbe stato più in linea con le ambizioni dichiarate dal prodotto, e la scelta stona un po’ in un insieme altrimenti curato nei dettagli.

Il posizionamento è quello dei portatili premium, quindi il confronto avviene inevitabilmente con i MacBook e con i notebook Windows dotati di grafica più muscolosa. Su quel terreno ASUS Zenbook A16 non prova a vincere per forza bruta, ma per equilibrio: schermo grande, peso ridicolo, potenza abbondante e autonomia che non costringe a cercare una presa ogni tre ore. Detto in modo diretto, non è la macchina per chi vuole giocare a tutto senza pensieri. È un portatile da lavoro pensato per chi passa più tempo negli aeroporti che davanti a una presa elettrica, e uno dei migliori esempi finora di cosa può diventare Windows su ARM quando hardware e piattaforma vanno nella stessa direzione.

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