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Chi indossa gli occhiali Meta per registrare di nascosto avrà vita più difficile, perché l’azienda di Menlo Park ha annunciato un aggiornamento software che chiude l’ultima scappatoia rimasta. La novità, in arrivo nei prossimi giorni, blocca le funzioni video quando il LED viene coperto dopo l’avvio della registrazione. Un dettaglio apparentemente minimo, che però tocca il nervo scoperto di questi dispositivi, ovvero la possibilità di filmare qualcuno senza che se ne accorga.
Tutti gli smart glass del marchio hanno una piccola luce bianca sulla montatura, pensata proprio per segnalare a chi sta intorno che la fotocamera è attiva. Il LED di cattura lampeggia una volta quando si scatta una foto e resta acceso a intermittenza per tutta la durata di un video. Sulla carta, un segnale chiaro. Nella pratica, qualcuno ha trovato il modo di renderlo invisibile.
Perché il LED è diventato il punto debole degli occhiali Meta
Il problema è noto da tempo. Alcuni utenti hanno usato gli occhiali per riprendere persone senza consenso o per infastidirle apertamente, sperimentando trucchi vari pur di spegnere la spia luminosa. Da qui la rincorsa dell’azienda, che ha iniziato a irrigidire il software generazione dopo generazione. Con la seconda generazione dei Ray-Ban Meta è arrivata la prima contromisura seria, ovvero la disattivazione automatica della fotocamera nel momento in cui l’utente ostruisce il LED. All’inizio di luglio è stato poi distribuito un altro aggiornamento, che interviene quando la luce viene danneggiata fisicamente oppure rimossa del tutto. Due paletti che sembravano sufficienti, almeno finché non è emersa la variante successiva.
A segnalarla è stato Alex Himel, vice presidente della divisione realtà aumentata, con un intervento su Threads. Il metodo era tanto banale quanto efficace, ovvero far partire la registrazione a luce visibile e coprire il LED solo in un secondo momento, quando ormai il video era già in corso. Il nuovo intervento software chiude anche questa porta, spegnendo la fotocamera nel momento in cui la spia viene occultata.
La privacy resta il fronte più caldo per gli smart glass
L’azienda sta cercando di tenere il passo, ma il quadro non è del tutto risolto. Esistono ancora diversi accorgimenti per attivare la fotocamera nascondendo la luce, e ogni volta che ne viene tappato uno se ne intravede un altro. È una partita a rincorsa, con la privacy delle persone riprese senza volerlo come posta in gioco.
Il tema, nel frattempo, ha superato i confini della discussione tecnica. In diversi paesi sono partite campagne contro i dispositivi dell’azienda, con toni piuttosto duri. In alcuni stati europei la faccenda potrebbe arrivare a conseguenze concrete, e la Germania è l’esempio più citato, dove non si esclude un divieto di vendita per questi smart glass.
Per capire il senso della questione basta ribaltare la prospettiva. Chi porta un paio di occhiali all’apparenza normali ha in mano uno strumento di registrazione discreto, e l’unico elemento che avvisa gli altri è una luce di pochi millimetri. Se quella luce sparisce, sparisce anche la possibilità per chiunque di rendersi conto di essere inquadrato. Non è un caso che l’azienda abbia scelto di legare direttamente il funzionamento della fotocamera allo stato del LED, invece di limitarsi a un avviso sullo schermo o a una nota nelle impostazioni.
L’aggiornamento verrà distribuito nei prossimi giorni sui dispositivi compatibili. Chi utilizza gli occhiali in modo ordinario non dovrebbe accorgersi di nulla, mentre chi tenta di coprire la spia si troverà semplicemente con la registrazione interrotta.










