Chi sognava di lasciarsi l’asfalto alle spalle a bordo di un fuoristrada BMW dovrà probabilmente mettere l’idea nel cassetto. La rivale bavarese pensata per sfidare la Mercedes Classe G sembra essere finita in un vicolo cieco, senza l’ultima approvazione necessaria per arrivare in produzione. E stando a quanto trapela, il progetto potrebbe essere stato archiviato per sempre.
Il robusto SUV a vocazione off road non avrebbe superato l’ultimo scoglio, quel passaggio decisivo che separa un’idea promettente da un’auto vera. Va detta una cosa importante, però. BMW non ha mai messo nero su bianco l’esistenza di questo modello, anche se in passato qualche spiraglio l’aveva lasciato intravedere. Fonti vicine al programma parlano di uno stop netto, arrivato proprio quando sembrava che il traguardo fosse a portata di mano.
Cosa doveva essere il SUV off road della Casa bavarese
Le premesse c’erano tutte, o quasi. A febbraio Frank van Meel, il numero uno di BMW M, aveva ammesso che non avrebbe “detto no” a un fuoristrada ad alte prestazioni marchiato M. Parole che avevano acceso più di una speranza tra gli appassionati. E c’era chi giurava che a Monaco stessero valutando seriamente un veicolo sviluppato apposta per uscire dai tracciati battuti.
Dettagli ufficiali? Praticamente zero. Ma le indiscrezioni raccontano di un SUV costruito su una versione rivista dell’architettura della X5. Il nome in codice interno sarebbe stato G74. Qualcuno lo descriveva addirittura come una specie di erede spirituale della XM, quel super SUV muscoloso che dovrebbe salutare tutti nel 2028. Insomma, un progetto ambizioso, forse troppo per un mercato dove il rischio pesa quanto l’investimento.
La cosa curiosa è che BMW non è l’unica ad aver guardato con interesse a questo segmento. La Classe G e la Land Rover Range Rover hanno acceso l’appetito di parecchi costruttori premium. Genesis ci sta pensando, Cadillac pure, e persino Audi che nel frattempo ha appena tolto i veli alla Q9. Il fuoristrada di lusso continua a piacere, i numeri lo confermano e nessuno vuole restare a guardare.
Il punto, semmai, è un altro. La Classe G ha costruito il suo mito nel corso di decenni ed è rimasta un pezzo unico nel panorama automobilistico. Replicare quella formula è tutt’altro che semplice. Buttarsi su un prodotto così di nicchia significa mettere sul tavolo cifre enormi, con la consapevolezza che non basta sfornare un’auto competitiva per convincere chi già ha in garage un’icona. Serve qualcosa di più, un carattere, una storia, e forse è proprio questo il nodo che ha fatto vacillare il progetto G74 al momento della verità.


