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BMPT Terminator, il blindato nato dal disastro di Grozny

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Il blindato Terminator nasce da una sconfitta, non da un trionfo. La Russia lo ha progettato dopo aver visto le proprie colonne corazzate ridotte a rottami fumanti nelle strade di Grozny, tra il 31 dicembre 1994 e i primi giorni del gennaio 1995, durante l’assalto iniziale alla capitale cecena nella Prima guerra cecena. Un disastro tattico e umano tra i più sanguinosi della storia militare moderna, che ha costretto Mosca a ripensare da zero il modo di combattere tra i palazzi.

L’errore fu banale quanto costoso: eccesso di sicurezza. I carri T-72 e T-80, affiancati dai mezzi BMP, furono mandati dentro la città lungo i grandi viali, in direzione del centro, come se si trattasse di una passeggiata. Formazione da parata, fanteria a terra insufficiente per coprire gli angoli e ripulire gli edifici, comunicazioni radio scadenti. Il comando russo era convinto che i ceceni sarebbero crollati senza troppa fatica.

BMPT Terminator, la trappola che cambiò il combattimento urbano

I combattenti ceceni avevano invece parecchia esperienza alle spalle, maturata sotto il comando di signori della guerra e dentro l’esercito sovietico. E sfruttarono fino in fondo l’imprudenza russa. Dalle finestre e dai tetti colpivano con i lanciarazzi anticarro RPG-7 il primo e l’ultimo veicolo della fila, bloccando la strada alle due estremità e lasciando intrappolato tutto il resto della colonna. Una ratoniera perfetta.

C’era poi un dettaglio tecnico decisivo: i cannoni dei carri russi non riuscivano ad alzare il tiro fino ai piani più alti degli edifici. Tradotto, i mezzi corazzati erano ciechi verso l’alto, mentre squadre di cacciatori si occupavano della fanteria rimasta allo scoperto. In meno di 60 ore la brigata perse circa 800 uomini, 20 dei suoi 26 carri armati e 102 dei 120 veicoli blindati. La città finì poi sotto controllo russo, ma il prezzo dell’assalto iniziale fu devastante e segnò uno spartiacque.

Come è fatto il BMPT Terminator

Da quel massacro è nato il BMPT-72 Terminator 2, veicolo corazzato russo di supporto ai carri, pensato per proteggere i mezzi principali dalla fanteria nemica, dagli elicotteri e dalle posizioni fortificate, soprattutto negli scenari urbani. Oggi viene considerato il veicolo di appoggio ai carri più letale e pesantemente armato al mondo. Il suo compito non è dare la caccia ad altri carri armati, ma scortarli e annientare qualsiasi fanteria trincerata si trovi lungo il percorso.

L’aspetto è tutto fuorché rassicurante. Gli ingegneri hanno preso la base e lo scafo robusto di un carro tradizionale della famiglia T-72, hanno eliminato la classica torretta pesante con il grosso cannone ad anima liscia e al suo posto hanno montato una stazione d’arma robotizzata capace di sparare su più angoli contemporaneamente. Ci sono due cannoni automatici gemelli da 30 mm con un’elevazione che arriva fino a 45 gradi, quattro tubi di lancio per missili guidati anticarro Ataka-T, in grado di perforare corazze a chilometri di distanza, e mitragliatrici secondarie.

Tutto studiato, insomma, per non ripetere Grozny: alzare il tiro verso i piani alti, saturare le finestre di fuoco, coprire i carri là dove i carri da soli non arrivano.

Il limite che nemmeno il Terminator riesce a superare

Sulla carta e nelle simulazioni di wargaming il BMPT Terminator viene presentato come lo scudo urbano definitivo. L’impiego nei conflitti attuali ha però mostrato che nessuna corazza è invulnerabile davanti alla minaccia degli sciami di droni, una forma di attacco che aggira per definizione la logica della protezione frontale e dell’angolo di tiro.

Resta comunque, per potenza e volume di fuoco, la macchina da saturazione più intimidatoria del XXI secolo: un mezzo costruito attorno a una lezione pagata con 800 uomini e quasi l’intero parco corazzato di una brigata, in meno di tre giorni di combattimenti tra i palazzi di Grozny.

Fonte: TecnoAndroid

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