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Bloatware Android, come rimuoverlo senza root né PC grazie a Shizuku

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Liberarsi del bloatware Android preinstallato sembra una di quelle battaglie perse in partenza. I produttori bloccano la disinstallazione delle loro app, e la strada classica del root porta con sé rischi concreti come la perdita degli aggiornamenti ufficiali e i problemi con le app bancarie. Eppure una via di mezzo che funziona davvero esiste, e la cosa interessante è che non richiede né di bucare il sistema né di collegare il telefono a un computer.

Il nome da tenere a mente è Shizuku. È open source e, insieme a un’app chiamata Canta, permette di fare pulizia profonda su qualsiasi dispositivo con Android 11 o versioni più recenti, direttamente dallo smartphone.

Cosa fa davvero Shizuku e perché conviene

Attenzione, Shizuku non è un tool pensato per ottenere il controllo totale del sistema. Non è quello il suo scopo. Quello che fa è avviare un server privilegiato che consente ad altre app di richiamare alcune API di sistema tramite ADB, il protocollo di debug di Android, senza dover per forza collegare un PC via cavo.

Il vantaggio rispetto al root è parecchio evidente. Nessun rischio di rendere il telefono un fermacarte, gli aggiornamenti OTA continuano ad arrivare come sempre, e le app bancarie non si accorgono di nulla. L’unico vero limite è che Shizuku va riavviato ogni volta che si spegne e riaccende il telefono, ma la procedura è veloce e guidata passo passo dall’app stessa.

Su Android 11 e successivi entra in gioco il debug wireless integrato nel sistema, quindi non serve nemmeno un cavo USB. C’è poi un dettaglio non da poco: Shizuku può revocare i permessi alle app quando non le si sta usando, abbassando ancora di più i rischi per la sicurezza.

Come configurare tutto passo dopo passo

Prima cosa, vanno abilitate le Opzioni sviluppatore sullo smartphone. Poi si attiva il Debug USB (su MIUI si chiama “Debug USB (Opzioni di sicurezza)”) e il Debug wireless. Una volta scaricata l’app dal Play Store, conviene toglierla dall’ottimizzazione della batteria, altrimenti rischia di venire chiusa in background.

Il collegamento passa per un codice a sei cifre. Si tocca “Associa” dentro Shizuku, si torna nelle Opzioni sviluppatore alla voce “Debug wireless”, si sceglie “Associa dispositivo con codice” e si inserisce il codice che compare nel popup del widget di notifica di Shizuku. Se fila tutto liscio, appare il messaggio “Shizuku è in esecuzione” e da quel momento l’app è pronta a concedere permessi elevati alle altre applicazioni.

Da solo, però, Shizuku non combina nulla di visibile. Ha bisogno di un’app che sfrutti i suoi permessi. Per il debloating quella giusta è Canta, che usa i permessi ADB per disinstallare le app di sistema su dispositivi non rootati.

Dopo l’installazione, Canta compare nella sezione “App autorizzate” di Shizuku: basta abilitare il toggle. Nell’interfaccia le app sono classificate per pericolosità. Quelle con l’etichetta “consigliato” si rimuovono senza troppi pensieri, quelle “avanzato” meritano una ricerca veloce prima di agire, mentre “non sicuro” e “sperimentale” è meglio lasciarle dove stanno.

Il debloating comunque è solo uno dei tanti usi. Shizuku va d’accordo anche con SD Maid SE, il celebre strumento per la pulizia del sistema, e con aShell You, che permette di lanciare comandi da terminale dallo smartphone senza collegarlo a un PC. C’è persino Extinguish, che consente di continuare ad ascoltare l’audio di YouTube in background anche a schermo spento, aggirando il limite che di norma chiede un abbonamento Premium.

Un aspetto da sottolineare: Google sta rendendo il sideloading e le modifiche al sistema sempre più complicati su Android. Strumenti come Shizuku, che lavorano in modo legittimo attraverso le API ufficiali, diventano quindi sempre più utili per chi vuole tenere un minimo di controllo sul proprio dispositivo senza sacrificare la sicurezza. Per chi ha uno smartphone con Android 11 o superiore ed è stanco di non poter toccare le app preinstallate, la coppia Shizuku più Canta è oggi con ogni probabilità la soluzione più equilibrata in circolazione.

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