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Non capita spesso che il capo della più grande azienda di chip al mondo si metta a discutere di apocalissi, eppure Jensen Huang lo ha fatto senza troppi giri di parole, respingendo in blocco l’idea che l’intelligenza artificiale possa spazzare via l’umanità entro il 2030. Intervistato dalla CBS, il numero uno di Nvidia ha usato una formula che lascia poco spazio alle interpretazioni: comunque la si voglia raccontare, il 2030 non sarà la fine del mondo, e le possibilità che lo sia sono pari a 0%.
Detto questo, Huang non si è messo a minimizzare la potenza dello strumento. Anzi. Riconosce apertamente che l’intelligenza artificiale sia una tecnologia enorme e che possa finire in mani sbagliate o essere usata in modi pericolosi. Proprio per questo, spiega, una fetta sempre più grande delle risorse del settore viene dirottata su verifica, test, benchmark e sicurezza. Il punto, secondo lui, è un altro: tra ammettere che esistano usi rischiosi e immaginare uno scenario di estinzione c’è una distanza che definisce enorme.
Perché il CEO di Nvidia parla di previsioni senza basi
Le profezie più cupe, secondo Huang, non poggiano su fondamenta solide. Chi le alimenta, ha sostenuto, finisce soprattutto per diffondere paura, e dietro certe dichiarazioni potrebbero esserci motivazioni politiche oppure semplicemente la voglia di attirare attenzione. Una posizione netta, che lo mette in contrasto con una parte non piccola della stessa industria: diversi ricercatori e dirigenti delle aziende che sviluppano i modelli più avanzati hanno messo in guardia sulle conseguenze gravissime che potrebbero arrivare se i sistemi futuri sfuggissero a un controllo adeguato.
Il CEO di Nvidia la vede diversamente. Ritiene che questi rischi si possano gestire mentre lo sviluppo procede, non fermando tutto in attesa di certezze. E sulla velocità è stato altrettanto diretto: si dovrebbe andare il più rapidamente possibile, a prescindere da cosa facciano gli altri. Con un paletto, però, che ha tenuto a sottolineare. Correre non vuol dire mandare sul mercato prodotti acerbi o non sicuri.
Capitolo regolamentazione, altro tema toccato durante l’intervista. L’idea di creare nuove autorità o scrivere leggi apposta per l’AI non lo convince, almeno non prima di aver applicato davvero quelle che già esistono. Cybersicurezza, accessi non autorizzati, responsabilità da prodotto: il materiale normativo, a suo dire, c’è già. Huang si è anzi tolto un sassolino nei confronti di alcune aziende del settore che invocano nuove regole, ipotizzando che in certi casi l’obiettivo sia alleggerire le responsabilità previste dalle norme attuali.
Cina, data center e la fase delle AI factories
Inevitabile finire sul confronto con la Cina, che Huang considera centrale per capire dove stia andando l’intelligenza artificiale. Ha ricordato che Nvidia sta riservando le tecnologie più avanzate, architettura Vera Rubin compresa, in via prioritaria ai laboratori e alle aziende statunitensi. Allo stesso tempo, però, ha aggiunto che eventuali passi avanti cinesi in settori come la medicina e l’energia potrebbero portare benefici anche fuori dai confini del Paese.
C’è poi la questione dei data center, con il loro appetito crescente di energia e le proteste che in diverse zone stanno arrivando dalle comunità locali. Su questo Huang ha difeso l’efficienza dei nuovi sistemi di raffreddamento e ha sostenuto che l’espansione dell’AI possa addirittura accelerare gli investimenti nelle fonti energetiche. Non ha però evitato l’autocritica di settore: l’industria, ha ammesso, deve ragionare meglio su dove costruisce le strutture e su come si rapporta con chi abita quelle aree.
La cornice in cui inserisce tutto questo è quella delle AI factories, definizione che usa per descrivere le grandi infrastrutture capaci di trasformare energia e dati in capacità di calcolo e intelligenza sotto forma di token. Per Nvidia si tratta di una delle occasioni industriali più grandi degli ultimi decenni, una prospettiva che sta agli antipodi rispetto agli scenari sulla fine dell’umanità entro il 2030.
Fonte: TecnoAndroid








