Il governo indiano ha chiesto a GitHub di rendere inaccessibili tre repository di Bitchat, l’app di messaggistica decentralizzata legata a Jack Dorsey, perché considerata potenzialmente utile a chi vuole ostacolare le indagini. La notizia ha subito acceso una discussione che tocca sicurezza pubblica, mondo open source e libertà di comunicazione, anche perché a rendere pubblica la notifica è stato lo stesso Dorsey.
Stando a quanto emerso, l’ordine porta la firma dell’Indian Cyber Crime Coordination Centre, struttura che fa capo al ministero dell’Interno, e impone la rimozione dell’accesso ai tre repository in tempi piuttosto stretti. Le autorità sostengono che Bitchat possa finire nelle mani di gruppi criminali o di soggetti coinvolti in disordini, permettendo loro di comunicare senza lasciare tracce facilmente intercettabili.
Non è un dettaglio da poco il momento in cui tutto questo accade. In alcune zone di Delhi ci sono state proteste e interruzioni dei servizi mobili, e proprio in quelle situazioni strumenti offline o basati su reti mesh diventano interessanti per chi vuole continuare a coordinarsi anche quando la rete va giù. Ecco perché per il governo la questione non è soltanto tecnica, ma investigativa e di ordine pubblico.
Come funziona l’app e perché fa discutere
Bitchat nasce per funzionare senza Internet, senza rete cellulare e senza server centrali. Sfrutta il Bluetooth Low Energy per creare una rete mesh tra dispositivi vicini, così i messaggi passano da un telefono all’altro. Un approccio comodo negli scenari di emergenza o dove la connettività manca del tutto, ma è proprio questa rete mesh a complicare la conservazione dei dati e l’intercettazione legale.
Chi difende il software libero vede in progetti del genere una tecnologia resistente, non per forza uno strumento illecito. Le autorità indiane leggono invece la stessa architettura come un muro davanti alla sorveglianza prevista dalla legge e alla possibilità di ricostruire le comunicazioni durante un’indagine o una crisi. Due prospettive opposte sullo stesso codice.
Il vero nodo resta la natura distribuita del codice
Qui si vede quanto sia complicato regolare software di questo tipo. Il codice può essere copiato, replicato e rimesso online altrove anche dopo un takedown. Tradotto: togliere i repository da GitHub non fa sparire il progetto, però può ridurne visibilità, accesso e diffusione tra gli utenti.
La faccenda va ben oltre il singolo lavoro di Dorsey. Riguarda il confine tra innovazione e controllo e rimette al centro il dibattito su crittografia, privacy e poteri dei governi nelle fasi di emergenza. Un tema che pesa anche in Europa, dove l’arrivo del discusso Chat Control sta spingendo parecchi utenti a cercare alternative ai classici servizi di messaggistica.
Per adesso il punto fermo è uno solo. L’India considera Bitchat un rischio operativo, mentre i critici la vedono come un banco di prova delicato per la libertà del software open source.


