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Le cuffie Beats 360 continuano a spuntare fuori un po’ ovunque, come se qualcuno avesse deciso che tenerle nascoste fosse ormai una battaglia persa. Dopo il passaggio nel database della FCC statunitense, il modello è stato individuato anche sul sito dell’ente brasiliano ANATEL, dove compare il codice A3577. Nessun nome commerciale, nessuna immagine, solo una sigla asciutta, ma è la stessa già vista negli archivi americani, dove invece il collegamento con il marchio era esplicito. Basta e avanza per capire che il debutto ufficiale è questione di giorni, non di mesi.
Del resto le tracce si accumulano da parecchio. Nei mesi scorsi le cuffie erano già apparse nei listini di diversi rivenditori di elettronica online, soprattutto negli Stati Uniti, e diversi calciatori erano stati fotografati mentre le indossavano durante i mondiali di calcio in Nord America. Difficile immaginare una campagna di anticipazione più efficace di quella involontaria, con prodotti che girano al collo di atleti seguiti da milioni di persone prima ancora che Apple apra bocca.
Colori, materiali e la personalizzazione come vera novità
Le informazioni raccolte fin qui parlano di almeno quattro colorazioni disponibili al lancio, ovvero Black, Cloud, Sky e Pink. Ma il punto interessante è un altro, e riguarda la personalizzazione. Le Beats 360 dovrebbero arrivare con cuscinetti auricolari e fasce intercambiabili, proposti in due varianti di materiale chiamate Performance Knit e UltraPlush. In pratica l’utente può mescolare colori e tessuti diversi, costruendosi una configurazione su misura anche in termini di comfort, perché i due materiali offrono sensazioni differenti sulla testa e sulle orecchie.
Nel discorso sono stati tirati in ballo anche due colori aggiuntivi, Volt e Navy, anche se non è chiaro se riguardino le cuffie complete oppure soltanto gli accessori venduti a parte. È un dettaglio che pesa, perché cambia parecchio l’idea di prodotto: una cosa è un paio di cuffie disponibile in sei tinte, un’altra è un sistema modulare in cui il corpo principale resta uno e la personalità si costruisce con i ricambi. La seconda ipotesi, tra l’altro, sarebbe coerente con l’idea di rendere le Beats 360 un oggetto che invecchia meglio, visto che cuscinetti e fasce sono le prime parti a rovinarsi con l’uso quotidiano.
Un design che guarda alle AirPods Max
Sul fronte estetico i render trapelati negli ultimi giorni mostrano il prodotto in modo piuttosto dettagliato, e qualche somiglianza con le AirPods Max salta all’occhio subito. In particolare i bracci laterali, quelli che permettono di regolare l’archetto scorrendo con precisione millimetrica invece di affidarsi ai classici scatti a incastro. Una soluzione che sulle cuffie top di gamma di Apple aveva convinto parecchio, e che qui viene ripresa con un linguaggio più morbido, meno metallico, più vicino all’identità del marchio Beats.
Il resto della struttura appare piuttosto pulito, con padiglioni tondeggianti e superfici uniformi, senza troppi elementi decorativi. Un approccio che si sposa bene con la logica dei componenti sostituibili, perché più la base è neutra, più diventa semplice cambiarne l’aspetto giocando su tessuti e colori. Le immagini circolate mostrano proprio questo tipo di combinazioni, con abbinamenti che spaziano dai toni chiari a quelli più accesi.
Quello che manca all’appello, per ora, è la parte tecnica vera e propria: nulla di ufficiale su autonomia, cancellazione attiva del rumore o chip audio. I passaggi presso FCC e ANATEL però seguono uno schema noto, quello delle certificazioni che precedono di poco l’annuncio commerciale, e in genere quando un codice modello inizia a circolare tra più enti regolatori il prodotto è già pronto a partire.
















