Chi ha lavorato sul primo Baldur’s Gate e poi ha prodotto Dragon Age dentro BioWare ha in testa una strada precisa per far nascere davvero un ipotetico Baldur’s Gate 4. Mark Darrah, questo il nome, la mette giù semplice: basterebbe convincere Larian a cedere le chiavi del suo motore grafico, il famoso Divinity Engine, quello che ha fatto girare Baldur’s Gate 3 nel 2023.
In una recente intervista Darrah spiega che immagina un quarto capitolo più o meno come “un’espansione sovradimensionata di Baldur’s Gate 3”. Niente rivoluzione, insomma. La sua ricetta prevede che qualcuno riesca a “far accettare a Larian di concedere in licenza il Divinity Engine”. Peccato che, a guardarla bene, la faccenda non sembri affatto vicina a realizzarsi.
Il problema principale ha un nome e cognome. Swen Vincke, amministratore delegato di Larian, di Baldur’s Gate proprio non ne vuole più sapere. Lo aveva detto senza giri di parole già nel 2024: niente nuove espansioni, niente Baldur’s Gate 4, nonostante mezzo mondo se lo aspettasse. Lo studio ha deciso di voltare pagina e guardare avanti, punto.
Hasbro cerca una via, ma il nodo resta il motore
A quel punto Hasbro, che possiede i diritti di Dungeons & Dragons, si è messa alla guida della situazione e ha chiesto a un altro ex volto storico di BioWare, James Ohlen, di dare forma a Baldur’s Gate 4. All’inizio Ohlen era terrorizzato dall’idea. Poi si è chiesto se Hasbro potesse ottenere in licenza proprio il Divinity Engine 4.0, la versione più recente usata da Baldur’s Gate 3. Alla fine, però, si è convinto che con quello strumento tra le mani non avrebbe saputo bene cosa farci. Le sue parole sono abbastanza eloquenti. Ohlen ha ammesso che Vincke resterà sempre il maestro nel costruire certe cose e che è davvero difficile toglierlo da quel trono. Un riconoscimento sincero, più che una resa.
E poi c’è la questione della gelosia tecnica. Larian sembra essere diventata piuttosto protettiva verso il suo Divinity Engine. All’origine lo studio lo aveva creato lavorando su Divinity: Original Sin nel 2014, e all’epoca aveva persino rilasciato un kit di strumenti alla community, con tutorial ufficiali per chi voleva mettere mano alle modifiche. Con la versione 4.0 la musica è cambiata: Larian se la tiene stretta, anche se una montagna di fan di Baldur’s Gate 3 vorrebbe il contrario.
Le alternative sul tavolo e il rischio attesa lunga
Darrah non ignora l’altra faccia della medaglia. Se arrivasse qualcuno di nuovo, spiega, quel qualcuno probabilmente non capirebbe l’impalcatura costruita in anni e anni di lavoro su questo tipo di gioco di ruolo. Butta lì anche un nome possibile, Owlcat, ma il risultato secondo lui sarebbe comunque lo stesso genere di ostacolo.
Nonostante tutto, il veterano di Dragon Age non molla la sua idea di partenza. A Hasbro suggerisce che, se davvero vogliono fare Baldur’s Gate 4, la strada dell’espansione gigante sia probabilmente quella giusta. L’altra opzione, dice con una battuta, sarebbe chiamarlo Baldur’s Gate 4, comprare a tutti tute ignifughe e lanciarsi verso qualcosa di completamente diverso, spronando il progetto ben oltre i confini conosciuti. Poi c’è pure una terza possibilità, la meno rassicurante per chi aspetta: che Baldur’s Gate 4 non veda la luce prima di parecchio, parecchio tempo.


