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Sulle autostrade siciliane scatta un limite di 60 km/h che riguarda l’intera rete gestita dal Consorzio per le Autostrade Siciliane, il Cas. La misura nasce dalle ispezioni condotte dai tecnici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti lungo la A18 tra Messina e Catania e lungo la A20 tra Palermo e Messina. Su entrambe le tratte sono emerse criticità così serie da non assicurare nemmeno i requisiti minimi di sicurezza, e la questione è finita al centro di un dibattito piuttosto acceso.
A indicare il nuovo tetto di velocità è stato l’ispettore ministeriale Placido Migliorino. I punti considerati più delicati sono il tratto tra Sant’Agata Militello e Messina sulla A20 e quello tra Messina e Giarre sulla A18. Abbassare l’andatura dei veicoli, in pratica, è stata la strada scelta per evitare un’ipotesi ben più pesante per chi viaggia ogni giorno in Sicilia, cioè la chiusura totale delle due arterie.
Cinquant’anni senza interventi radicali
Le valutazioni uscite dai controlli sono state severe. Migliorino ha ricordato che il termine fissato per avviare le opere di mitigazione del rischio è trascorso senza i progressi che ci si aspettava. Il problema di fondo riguarda l’età delle infrastrutture, costruite più di mezzo secolo fa e rimaste in larga parte com’erano. Parlando proprio di queste strutture, l’ispettore ha spiegato: “Si tratta di due opere degli anni 70 che da cinquant’anni non hanno avuto nessun intervento radicale di manutenzione. L’iter di revoca è lungo, passa per i tribunali, da tecnico spero che prevalga la consapevolezza del problema, che si parta prima con le opere di mitigazione del rischio e poi con quelle da 5,5 miliardi da realizzare in dieci anni come da cronoprogramma del Mit”.
Come se non bastasse, la posizione del Cas risulta aggravata anche da un altro fronte. L’Autorità di regolazione dei trasporti ha infatti avviato nei confronti del consorzio un procedimento sanzionatorio legato ai rimborsi dei pedaggi, una vicenda che si somma alle contestazioni sullo stato delle carreggiate.
I fondi della Regione e l’apertura dei cantieri
Per dare seguito alle prescrizioni ministeriali e non bloccare la viabilità, la Giunta regionale ha approvato uno stanziamento di 13,3 milioni di euro provenienti dai fondi Poc, destinati a 14 interventi di manutenzione. Una mossa arrivata in tempi stretti, pensata per trasformare le richieste del Ministero in lavori veri e propri sulle due autostrade siciliane finite sotto osservazione.
L’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, ha commentato così la decisione: “Come avevamo assicurato è stata scongiurata la chiusura delle autostrade A18 e A20 e, nel più breve tempo possibile, sono state individuate le risorse necessarie per tradurre le prescrizioni del ministero in azioni concrete. Adesso il Cas potrà intervenire sulle principali criticità, non soltanto per superare le non conformità rilevate dal Mit, ma anche per attuare misure preventive di mitigazione del rischio. I lavori, anche attraverso la stipula di accordi quadro, saranno programmati con l’obiettivo di ridurre i tempi di esecuzione e di limitare al minimo le interferenze con la circolazione”.
Dal canto suo il consorzio, guidato da Filippo Nasca, ha fatto sapere di poter contare su oltre 250 milioni di euro tra fondi Fsc e Poc. A questa cifra si aggiungono 5 milioni riservati al viadotto Cassibile, 4 milioni per gli interventi d’urgenza e 1,5 milioni per le progettazioni. Risorse che serviranno a rimettere mano a infrastrutture rimaste a lungo senza una manutenzione profonda.
Fonte: TecnoAndroid








