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Aurora boreale e eclissi lunare insieme: cielo doppio spettacolo

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Una tempesta geomagnetica in arrivo promette di regalare al Nord America una di quelle serate che gli appassionati di cielo segnano sul calendario, perché alle luci dell’aurora si aggiungerà anche l’eclissi lunare parziale prevista in questi giorni. Il motivo è un’espulsione di massa coronale partita dal Sole e diretta verso la Terra, attesa a fine settimana. Chi si trova alle latitudini più alte avrà buone probabilità di vedere il cielo accendersi.

L’espulsione di massa coronale, o CME, non è altro che una nube di particelle cariche che il Sole scaglia nello spazio. Quando questa nube incontra il campo magnetico terrestre lo scuote, lo comprime, lo deforma, e da quella interazione nasce appunto una tempesta geomagnetica. Le particelle vengono incanalate verso le regioni polari, dove colpiscono gli atomi dell’alta atmosfera e li fanno brillare. Verde, rosso, a volte viola. Il colore dipende dal gas coinvolto e dalla quota a cui avviene lo scontro.

Aurora boreale e eclissi, questa volta lo spettacolo è doppio

La coincidenza è di quelle fortunate. Nella stessa finestra temporale in cui è attesa la tempesta geomagnetica, il cielo notturno offre anche un’eclissi lunare parziale, cioè il passaggio della Luna dentro una porzione dell’ombra proiettata dalla Terra. Non un oscuramento totale, solo un morso scuro che avanza sul disco lunare e poi si ritira.

Per chi va a caccia di aurore, una Luna parzialmente in ombra è anche un piccolo vantaggio pratico. La luce lunare piena tende a lavare via i bagliori più tenui sull’orizzonte, e ogni frazione di luminosità in meno aiuta a distinguere le sfumature più deboli. Non è una regola scritta da nessuna parte, ma chiunque abbia provato a fotografare il cielo notturno sa quanto pesi la differenza.

Dove guardare e cosa aspettarsi

Le latitudini alte restano la scommessa migliore. Canada, stati settentrionali degli Stati Uniti, in generale tutte quelle zone dove l’ovale aurorale scende più facilmente quando l’attività solare si intensifica. Durante gli eventi più forti il fenomeno può spingersi molto più a sud del solito, arrivando a essere visibile anche da regioni che normalmente non vedono mai nulla del genere.

Qualche accortezza serve comunque. Allontanarsi dalle luci cittadine fa la differenza più di qualsiasi attrezzatura costosa. Guardare verso nord, dare agli occhi almeno una ventina di minuti per abituarsi al buio, e soprattutto avere pazienza, perché le aurore non sono uno spettacolo a orario fisso. Possono restare spente per un’ora e poi esplodere in pochi minuti. Anche le previsioni meteo contano, dato che una coltre di nuvole vanifica tutto, per quanto intensa possa essere la attività solare.

Vale la pena ricordare che le tempeste geomagnetiche non sono solo un fatto estetico. Quando raggiungono intensità elevate possono disturbare le comunicazioni radio, incidere sulla precisione dei sistemi di navigazione satellitare e, nei casi più severi, mettere sotto stress le reti elettriche. Gli operatori del settore monitorano questi eventi con attenzione proprio per questo motivo, e non certo per il piacere di ammirare il cielo colorato.

Il consiglio, per chi si trova nella fascia giusta, resta semplice. Tenere d’occhio gli aggiornamenti sulle previsioni geomagnetiche nelle ore immediatamente precedenti, perché le stime cambiano rapidamente man mano che la nube di particelle si avvicina e i satelliti posizionati tra Sole e Terra ne misurano velocità e orientamento. È in quell’ultimo tratto di viaggio che si capisce davvero quanto sarà forte l’impatto sul campo magnetico terrestre, e quindi quanto in basso scenderanno le luci dell’aurora.

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