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I pagamenti dell’Assegno Unico relativi a settembre 2026 stanno arrivando proprio in questi giorni sui conti correnti degli aventi diritto, ma insieme ai bonifici l’INPS ha fatto sapere che sono in corso anche le verifiche sui dati dichiarati dalle famiglie. Tradotto: per qualcuno l’importo accreditato potrebbe non essere quello atteso, almeno finché i controlli non saranno conclusi.
Chi riceve la prestazione dovrebbe aver già trovato la scorsa settimana una notifica nell’app IO, il classico avviso che anticipa l’accredito vero e proprio. Fin qui nulla di nuovo, è la procedura ormai consolidata. La novità sta nel fatto che l’Istituto, contestualmente all’erogazione, ha ribadito di star portando avanti un’attività di verifica sulle informazioni fornite dai cittadini per ottenere il contributo. L’obiettivo dichiarato è piuttosto semplice da capire: fare in modo che i sostegni economici finiscano nelle tasche giuste, in misura coerente con la reale situazione economica di ogni nucleo familiare. Evitare errori, insomma, e allo stesso tempo scoraggiare chi prova a fare il furbo.
Come funzionano i controlli dell’INPS sulle DSU
Il meccanismo descritto nella nota è un confronto incrociato tra quanto indicato nelle DSU, le Dichiarazioni Sostitutive Uniche, e le informazioni già presenti negli archivi dell’Istituto. Quando qualcosa non torna, o più semplicemente quando emergono elementi autocertificati che meritano un approfondimento, scatta una comunicazione informativa diretta al percettore.
Attenzione però a non leggerla come un’accusa. Si tratta di controlli ordinari, parte della normale attività di gestione. Le comunicazioni individuali, spiega l’INPS, riguarderanno soltanto le posizioni per cui sono emersi elementi che richiedono ulteriori approfondimenti istruttori. Nessuna verifica a tappeto con lettere spedite a chiunque, quindi, ma interventi mirati su casi specifici.
Il punto che interessa di più alle famiglie è un altro: fino alla conclusione delle verifiche, oppure fino all’eventuale aggiornamento della documentazione, l’importo dell’Assegno Unico potrebbe variare. Una cifra diversa da quella abituale sul conto, in questo periodo, può quindi avere una spiegazione di questo tipo e non essere necessariamente un errore tecnico.
Cosa fare se arriva la comunicazione
Chi riceve l’avviso non deve mettersi in fila davanti a uno sportello all’alba. Le strade per sistemare la propria posizione sono tre, tutte piuttosto lineari. La prima è inviare una nuova DSU aggiornata o integrata tramite il servizio online dedicato, accessibile dal portale dell’Istituto. La seconda è rivolgersi a un CAF, che resta il canale preferito da chi non ha grande dimestichezza con le procedure digitali. La terza è passare direttamente dalle strutture INPS presenti sul territorio.
L’importante è muoversi senza aspettare troppo, perché è proprio l’aggiornamento dei dati a sbloccare la situazione e a riportare l’erogazione alla normalità. Nel frattempo, il contributo continua comunque a essere corrisposto, seppur con l’importo eventualmente rideterminato in attesa delle verifiche.
Secondo l’Istituto, tutta questa attività rientra in un quadro più ampio che punta a garantire trasparenza, accuratezza e affidabilità nell’erogazione delle prestazioni sociali. Il ragionamento di fondo è che una gestione più rigorosa delle risorse pubbliche finisca per tutelare proprio chi ha davvero diritto ai benefici previsti dalla normativa, evitando che le somme disponibili vengano disperse.
Fonte: TecnoAndroid








